L'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, rivoluziona il progetto di riallestimento museografico del Castello Sforzesco. Boccia il progetto di un ristorante nel Quartiere Ospedale, che potrà diventare un piccolo auditorium per conferenze, e trasferisce la Caffetteria al terzo piano della Rocchetta, con tavolini lungo le merlate con vista panoramica. Nel Torrione di Santo Spirito, trasformato all'inizio del '900 in serbatoio d'acqua potabile, sarà ospitata la prestigiosa Collezione di arte grafica Bertarelli e alla Rocchetta il Museo del Costume e del Tessile. Durante gli scavi nel Cortile delle Armi riaffiora un muro di epoca viscontea. «Un ristorante sulle mura del Castello» Sgarbi: la raccolta Bertarelli nel Torrione di Santo Spirito, Museo del costume alla Rocchetta Boccia il progetto di un ristorante nel Quartiere Ospedale del Castello Sforzesco e rilancia: una caffetteria al terzo piano della Rocchetta e tavolini sulle merlate con vista panoramica sull'Arco della Pace. L'assessore alla Cultura, Vittorio Sgarbi, compie un tour nel Castello, alla vigilia della partenza del primo lotto dei lavori per il riallestimento museografico. E in tre ore lo rivolta come un calzino. «Dobbiamo rianimarlo. Rivoluzioniamo gli orari di visita. La Triennale è aperta fino alle 22? Noi li dilateremo fino alle 22.30», propone al soprintendente Claudio Salsi che lo accompagna nella visita, assieme all'architetto Michele De Lucchi, che con David Copperfield ha vinto un anno fa la gara internazionale bandita dal Comune. «Il Castello è piccolo», spiega Salsi, facendo da guida nel bookshop. Si cercano spazi anche per la biblioteca. E per la Collezione Bertarelli, la più importante collezione di arte grafica del mondo con un milione di stampe originali dal XV secolo da oggi, più 10 mila manifesti pubblicitari. Ma appena scesi dal Torrione Ovest, che all'inizio del secolo scorso Luca Beltrami, nel corso del restauro, riattrezzò nel 1904 come serbatoio di acqua potabile, l'assessore Sgarbi ha l'idea: «Questi spazi sono perfetti per la Collezione». Prossima tappa, il Quartiere Ospedale, le scuderie riadattate a infermeria in epoca spagnola, che si affacciano sul Cortile delle Armi dove, qualche giorno fa, è stato scoperto un muro di epoca viscontea. Questa è l'unica porzione del Castello che non è stata oggetto degli interventi del Beltrami e che gli architetti incaricati del ripristino pensavano di adibire a ristorante. Sgarbi prende sottobraccio l'architetto De Lucente gli domanda: «Un ristorante? È giusto proprio qui, dove vedrei meglio una sala conferenze? Perché non una caffetteria, ma in un altro posto?». E il tour riprende, fino al terzo piano della Rocchetta, dove lo spazio dei bambini viene ribattezzato sala per il Museo del Costume e del Tessile, e poco distante si trova il luogo ideale r la caffetteria. I bimbi avranno la Sala Falconie-ra, poco distante, nella torre d'angolo della Corte Ducale. Prima di volare a Udine in soccorso di un castello che «vogliono demolire», Sgarbi ha il tempo di spronare Saisi: «Muoviamo le nostre opere, utilizziamo i gemellaggi con San Pietroburgo, San Paolo del Brasile e cominciamo a fare scambi». E pensa a voce alta: «C'è il "Banchetto di Cleopatra" di Tiepolo. È a Melbourne, me lo farò prestare».