Dall'altro capo piovono come raffiche di temporale le proteste urlate di quei candidati, bocciati o ammessi agli orali. Gente anche autorevole, che ha retto istituti importanti. Una marea in rivolta. Tutti imbestialiti. Tutti lì a minacciare sfracelli ed a sollecitare atti concreti contro quello che ritengono un oltraggio alle regole. «Nei prossimi giorni valuteremo le misure da assumere contro il provvedimento - precisa Rossi di certo ingaggeremo una battaglia durissima di cui il ministro dei Beni culturali Rutelli e tutto il Consiglio dei ministri dovranno tenere conto». Facciamo notare a Rossi che non si tratta di violazione di regole, visto che la legge sulla dirigenza prevede la casistica applicata alla Garibaldi. "E no precisa il sindacalista - Il ministero dei Beni culturali non può formare commissioni d'esame per selezionare i suoi dirigenti e con l'altra mano aggirare le regole che lo stesso si è dato". E insiste con puntiglio: "Allora si aboliscano i concorsi e si adottino altre forme di reclutamento". Insomma la Cgil non ci sta e, secondo indiscrezioni, è determinata a portare il caso alla Corte dei Conti, insieme con la Uil. Di fatto però la cordata bipartisan che sostiene la Garibaldi è potenzialmente in grado di blindare la nomina. Ma non è che l'inizio della sfida. La partita si giocherà su altri tavoli, ma, par di capire, senza spettatori.