È piaciuta la presa di posizione di Legambiente a quanti sostengono con forza la realizzazione dell'auditorium di Ravello. Un intervento, ieri sul Mattino, ritenuto da più parti apprezzabile quello del presidente nazionale Roberto Della Seta, che si è contrapposto agli strali polemici di Italia Nostra. «Legambiente ha sottolineato come l'auditorium non solo è da considerarsi un intervento lecito ma anche un modello positivo per invertire la tendenza della speculazione edilizia», commenta il presidente della Fondazione Ravello, Domenico De Masi, secondo il quale «è strano che Italia Nostra non si renda conto dell'importanza della destagionalizzazione dell'offerta turistica». «Mi meraviglia il fatto che non si tenga conto di due problemi: evitare la devastazione estiva e combattere la disoccupazione invernale prosegue De Masi - Italia Nostra dovrebbe essere presente da queste parti d'inverno, quando si approfitta della solitudine per realizzare le più bieche speculazioni edilizie. Dove spunta una lamiera d'estate è pronta a comparire una costruzione abusiva l'inverno successivo. A Ravello esistono 840 domande di condono, più di una per famiglia». Chi non condivide l'intervento di Della Seta è invece il sindaco di Ravello, Paolo Imperato, il quale, a proposito dell'accusa relativa alla mancata produzione di atti da parte del Comune, replica: «Quale atto Della Seta vuole che ci sia, avendo il Comune da tempo con coerenza manifestato la propria linea, che è quella di indurre ragionevolmente la Regione a procedere alla modifica al Put, che resta l'unico rimedio per la realizzabilità dell'opera». Poi a proposito della sentenza del Consiglio di Stato citata da Della Seta il primo cittadino aggiunge: «Della Seta mi stupisce, specie nella parte in cui si afferma che il Consiglio di Stato avrebbe risolto la questione della compatibilità dell'intervento. Il massimo organo amministrativo ha reso esclusivamente una pronuncia di natura processuale, essendosi limitato a sostenere la necessità di chiamare in giudizio tutte le amministrazioni partecipanti all'accordo di programma e quindi anche il ministero per i Beni Culturali. L'unico giudice che ha affrontato nel merito la questione della compatibilità rimane il Tar di Salerno, sul ricorso di Italia Nostra». Rispetto a quanto affermato da Della Seta non vuole entrare nel merito del caso specifico - auditorium sì o no - l'assessore regionale all'Urbanistica, la Verde Gabriella Cundari, anche se - afferma - «non sono per imbalsamare il territorio, costruzioni modernissime possono ben integrarsi anche in scenario naturali con edifici antichi». «Quello che mi preoccupa - spiega l'assessore - è il fatto che se si va ancora avanti con accordi di programma c'è sempre il pericolo che qualcuno trovi il modo di svicolare dalle norme per edificare qualcosa che non si potrebbe». Pertanto - ribadisce la Cundari - dico basta agli accordi di programma. Sarebbe meglio, anche nel caso di Ravello, attendere il varo della legge 16 sul governo del territorio, il cui iter sto completando e che già a settembre, con la volontà di tutti, potrebbe essere approvata. Forzare la mano potrebbe essere pericoloso».
Auditorium di Ravello: Legambiente e Italia Nostra
Il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta, ha espresso un'opinione positiva sulla realizzazione dell'auditorium di Ravello, contrapponendosi agli strali polemici di Italia Nostra. Legambiente ha sottolineato che l'auditorium è un modello positivo per invertire la tendenza della speculazione edilizia. Il presidente della Fondazione Ravello, Domenico De Masi, ha affermato che Italia Nostra non si rende conto dell'importanza della destagionalizzazione dell'offerta turistica. De Masi ha anche criticato Italia Nostra per la sua presenza invernale, quando si approfitta della solitudine per realizzare speculazioni edilizie.
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