Firmato un decreto che blocca qualsiasi costruzione: "L'area è di interesse pubblico". L'imprenditore Cualbu: "Non è giusto, ci faremo riscarcire". Niente cemento o asfalto nella zona del colle di Tuvixeddu-Tuvumannu. Il divieto è arrivato ieri dall'assessorato regionale ai Beni culturali: l'assessore Elisabetta Pilia ha firmato il decreto che vincola l'intera area dichiarata di notevole interesse pubblico, bloccando qualunque tipo di costruzione o attività possano compromettere la tutela. Dunque le ruspe e gli operai in azione nel cantiere dovranno fermarsi: stop alla strada che dovrebbe, il condizionale adesso è d'obbligo, attraversare il colle (e collegare via Cadello e via Is Maglias), alla costruzione del museo e del parco e all'edificazione in via Sant'Avendrace, tra i civici 35 55. Un divieto che ha uno spiraglio: la rimodulazione dei contenuti dell'accordo di programma del sottoscritto da Regione, Comune e Coimpresa, la società privata che ha aperto il cantiere. In parole povere le tre parti si dovranno nuovamente trovare intorno ad un tavolo e adeguare il progetto alle norme contenute nel piano paesaggistico. Soluzione rigettata da Gualtiero Cualbu, socio di Coimpresa: C'è un accordo di programma e tutte le autorizzazioni sono in regola. Siamo nel pieno del diritto. Se si è deciso di cambiare strada, qualcuno si assumerà anche le responsabilità per i danni procurati. IL DECRETO. Il decreto non è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Nel maggio scorso la giunta regionale aveva bloccato per tre mesi i lavori per la realizzazione di edifici in viale Sant'Avendrace (dopo alcune opere di demolizione era stato ritrovato un sistema di grotte). Ma i segnali erano arrivati anche a febbraio: in una visita al sito archeologico l'assessore Pilia aveva espresso dubbi sulla possibilità che una strada potesse attraversare il colle e sbucare in via Vittorio Veneto. Verificheremo la compatibilità con le nuove normative paesaggistiche aveva detto. Dalle parole si è passati ai fatti: nell'intera zona di Tuvixeddu e Tuvumannu (che rientra come scritto nel decreto, tra i viali Sant'Avendrace, Trento, Merello, piazza d'Armi e Via Is Mirrionis) è vietata qualunque edificazione che possa comprometterne la tutela. Sono ammesse solo attività di studio, ricerca, restauro dei beni archeologici e interventi di manutenzione negli edifici e manufatti già esistenti. ACCORDO. Il futuro del colle, che la Regione considera patrimonio paesaggistico, storico e archeologico, dovrà essere nuovamente discusso. Il decreto è chiaro: l'accordo di programma del 2000, per la riqualificazione urbana e ambientale dei colli di Sant'Avendrace dovrà esser oggetto di una rimodulazione. Un passaggio in cui potrebbero rientrare anche il trasferimento di cubature, purchè ci sia la cessione gratuita delle aree all'ente pubblico. Coimpresa potrebbe quindi ottenere altre aree dove costruire, a patto che lasci le zone di proprietà a Tuvumannu e Tuvixeddu senza chiedere niente. TUTTO IN REGOLA. La delibera non può bloccare nulla. Cualbu stenta a credere che il decreto sia un atto reale. Abbiamo tutte le autorizzazioni, i finanziamenti, ma soprattutto c'è un accordo di programma che ha sancito la cessione dell'area. Se qualcuno è convinto del contrario ci faccia sapere le motivazioni e se questo divieto è consentito dalle leggi. Una cosa è certa: Se ci saranno dei danni, qualcuno ne risponderà. L'articolo 7 del decreto firmato dall'assessore Pilia si chiude in modo sibillino: Contro il decreto sono ammessi i ricorsi previsti dalle vigenti leggi. IL COMUNE. Se ci sarà una rimodulazione, si dovrà ripartire da zero. Con una pratica nuova. Non posso esporre l'amministrazione comunale al rischio di incorrere in una multa o sanzione da diverse decine di milioni di euro. Il sindaco di Cagliari Emilio Floris commenta così il decreto dell'assessore regionale. Un progetto quello realativo a Tuvixeddu - Tuvumannu difficilissimo: l'accordo di programma fu siglato alla fine di infinite discussioni, due passaggi in consiglio comunale, contenziosi con i proprietari della zona. Non solo. L'anno scorso ci fu la battaglia per difendere le scuole Spano e Siotto (un tratto di strada sarebbe passato sopra gli edifici) e il terzo lotto dell'asse viario tra via Cadello e via San Paolo fu modificato. GLI AMBIENTALISTI. Soddisfatti gli ambientalisti, con in testa le associazioni Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico. I contenuti dell'accordo di programma dovranno essere completamente rivisti.
Tuvixeddu, la Regione ferma i cantieri.
Il decreto dell'assessore Elisabetta Pilia ha bloccato qualsiasi costruzione nella zona del colle di Tuvixeddu-Tuvumannu, dichiarata di notevole interesse pubblico. Il divieto è arrivato dopo una serie di segnali, tra cui la visita dell'assessore Pilia al sito archeologico in febbraio, in cui aveva espresso dubbi sulla possibilità di costruire una strada che attraversasse il colle. Il decreto vietò qualsiasi edificazione che possa compromettere la tutela della zona, ammettendo solo attività di studio, ricerca, restauro e manutenzione. Il futuro del colle dovrà essere nuovamente discusso, e l'accordo di programma del 2000 dovrà essere rimodulato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo