Firmato il decreto, nuovi vincoli fanno saltare il progetto di Iniziative Coimpresa. CAGLIARI. Un colpo micidiale al partito trasversale del mattone: salta il progetto di 'Iniziative Coimpresa' per l'edificazione dei colli punici di Tuvixeddu e Tuvumannu. E' stata la giunta Soru che dopo aver bloccato a maggio i lavori su viale Sant'Avendrace ha decretato l'applicazione di nuovi vincoli sull'area della necropoli. L'accordo di programma che sembrava mettere le imprese al riparo da ripensamenti politici dovrà essere rivisto alla luce dell'interesse che il piano paesaggistico attribuisce a quei siti. Il testo del decreto firmato dall'assessore regionale alla pubblica istruzione Elisabetta Pilia non sembra lasciare spazio ai dubbi: a giudizio della Regione alcuni passaggi dell'accordo di programma firmato a ottobre del 2000 sono in contrasto con le esigenze di tutela della zona, oggi vincolata alle disposizioni del piano paesaggistico regionale e del Codice Urbani. "Pertanto - è scritto - la rimodulazione dovrà verificare l'interesse pubblico per una migliore sistemazione delle aree e assicurare la massima compatibilità degli interventi con gli elevati livelli di valore paesaggistico e storico-culturale del contesto". Si potrà parlare - così prevede il decreto - anche di eventuali trasferimenti di cubature, purchè le aree vengano cedute gratis all'ente pubblico. Come dire: la Regione non sborserà un euro per riacquistare i terreni edificabili dal privato, almeno buona parte del quartiere dovrà essere realizzata altrove. Facile prevedere un'ondata di polemiche e di ricorsi per vie legali. Potrebbero nascere situazioni imbarazzanti: Coimpresa fa capo al costruttore fonnese Gualtiero Cualbu, appena chiamato da Soru a rappresentare la Regione nel consiglio di amministrazione del teatro lirico. Sul piano politico, Regione, comune di Cagliari e i proprietari delle superfici sui colli dovranno comunque sedersi attorno a un tavolo per rinegoziare l'accordo, che salvo sentenze di segno opposto risulta superato da una volontà politica finalmente chiara e si spera lontana da interessi privati. Qualsiasi ragionamento dovrà tener conto dell'interesse pubblico dichiarato dalla giunta Soru per i colli punici. "L'atto della Regione - è scritto in una nota dell'ufficio stampa - chiude un iter burocratico a tutela della zona di Tuvixeddu-Tuvumannu iniziato nel 1997 con una delibera della commissione provinciale per la protezione delle bellezze naturali che aveva dichiarato di notevole interesse pubblico tutta l'area e l'aveva inclusa nell'elenco delle località da sottoporre a tutela paesistica". Che cosa intenda fare la Regione delle aree archeologiche è chiaro fin d'ora: confermato il divieto di costruzione a Sant'Avendrace - c'era un cantiere aperto fra i numeri civici 35 e 55 - non si farà lo stradone nel canyon e a questo punto è molto probabile che non si costruisca più niente, comunque molto meno di quanto il progetto Coimpresa prevedesse. A Tuvixeddu e Tuvumannu saranno ammesse "attività di studio, ricerca, scavo, restauro che riguardino i beni archeologici" e "le trasformazioni connesse a queste attività autorizzate dall'organo competente". Via libera anche a interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo sugli edifici che già esistono nell'area. Per gli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico, protagonisti insieme ad altre associazioni di una battaglia durata oltre dieci anni, è una vittoria di proporzioni epiche: "Esprimiamo una forte soddisfazione" è scritto in una nota firmata da Stefano Deliperi anche per gli Amici della Terra. Soddisfazione per l'applicazione dei nuovi vincoli, che gli ecologisti sollecitavano da anni: "I colli rappresentano una ricchezza immensa dal punto di vista ambientale, storico e culturale - ha detto ancora Deliperi - trasformare quelle aree in un quartiere per migliaia di famiglie è una scelta che abbiamo combattuto fin dall'inizio, la Regione ha confermato che le nostre iniziative avevano un senso". An: "C'è conflitto di interessi". Patto Soru-Cualbu dopo la nomina al cda del lirico ? CAGLIARI. Ma due consiglieri regionali dell'opposizione sospettano che il decreto anti-Tuvixeddu nasconda un patto fra Soru e il costruttore Gualtiero Cualbu, nominato la scorsa settimana consigliere di amministrazione del teatro lirico. Mario Diana e Antonello Liori (An) in un'interrogazione sottolineano che Cualbu "risulta titolare di ingenti interessi immobiliari nelle immediate vicinanze del teatro lirico". Il riferimento è per il T-Hotel della società Minoter. Ebbene "l'area fra l'hotel e il teatro è compresa nel piano integrato territoriale (Pit) 'parco della musica' - scrivono Diana e Liori - che prevederebbe una passerella coperta per collegare l'edificio pubblico a quello privato". Il T-Hotel diverebbe una sorta di foresteria per gli artisti. Nel chiedere se "sia stata già individuata l'area in cui saranno trasferite le eventuali cubature che Coimpresa non potrà più realizzare" i due consiglieri di An sembrano ipotizzare che l'area sia quella di piazza Giovanni XXIII e chiedono "sulla base di quali competenze specifiche la giunta regionale ha deliberato la nomina di Cualbu quale rappresentante della Regione nella Fondazione". Chiedono infine se "al gruppo Cualbu sia stata prospettata la possibilità di divenire socio fondatore della Fondazione" e se - in caso di risposta affermativa - la giunta ritiene opportuno revocare la delibera del 2 agosto scorso (la nomina di Cualbu, ndr) vista la palese situazione di conflitto di interessi in cui si verrebbe a trovare l'ingegner Cualbu".