Savona, progetto di un Faro luminoso di 120 metri. Rifondazione si oppone SAVONA La Goletta Verde approda a Savona e contesta il grattacielo luminoso di 120 metri, galleggiante sull'acqua, al centro di un porticciolo turistico da 700 posti, firmato da Massimiliano Fuksas. Il «Faro», così si chiama il grattacielo, sarebbe il terzo nel raggio di pochi chilometri a Savona: la torre Orsero è in fase di ultimazione e una seconda sarà costruita dove un tempo era lo stabilimento Italsider, entrambe a firma di Ricardo Bofil. Il Faro di Fuksas è il progetto più impegnativo su cui si scontrano i malumori ante-ferragostani. È una struttura in cristallo e metallo, «leggeris-sima» nelle parole dell'ideatore, e avvolta da una spirale luminosa che la renderà visibile fino a Genova. Cosa quest'ultima che ai savonesi piace. Quando il progetto del «Faro» fu presentato in un incontro organizzato dall'Autorità portuale (che lo sostiene), un amministratore comunale commentò: «Se dev'essere un faro, che sia più alto della Lanterna». Mentre per le torri di Bofil la contrattazione tra Comune e costruttori è ormai confinata a pochi ritocchi, la partita sul Faro di Fuksas è aperta. L'architetto che ama la Riviera di Ponente dove trascorre le vacanze -si è adontato quando è stato accusato di aver «disegnato case per i ricchi» (Fuksas si è dichiarato in passato a favore di Rifondazione). «Costruire il Faro costa 1250 euro a metro quadro ha detto A quanto sarà venduto è affare dei costruttori». Ovvero Giovanni Gambardella e il francese Pierre Noi-ray. Quanto alle cifre, oscillano dai 7 ai 10 mila euro a metro quadro. Il grattacielo prevede 40 appartamenti, più una parte destinata ad albergo. Mentre i diessini (che hanno varato il piano Bofil) sono ."aperti" al progetto del Faro, Rifondazione comunista conferma il suo no: «È ora di rompere questa logica che abbina ai por-ticcioli turistici case di cui il territorio non ha alcun bisogno dice l'assessore all'Ambiente della Regione Liguria, Franco Zuni-no I porticcioli fanno da cavallo di troia a un'edilizia elitaria che non porta ricchezza e crea problemi». Il fatto è che il piano regolatore portuale e anche quello della costa, dei Comuni di Savona e Albissola, prevedono sia il porticciolo turistico della Margonara che i volumi edificabili. I vecchi progetti con case lungo l'Aurelia erano stati bocciati perché avrebbero ostruito la vista del mare. Fuksas ha radicalmente cambiato l'approccio al problema: ha concentrato tutti i volumi edificabili sparsi lungo la costa in un'unica costruzione verticale, il Faro appunto. Quindi lo ha addirittura spostato «in mare» liberando lo wa-terfront. L'assessore Zunino confessa la sua predilizione per «progetti che ricordino i borghi marinari». Fuksas gli ha già risposto dicendo che «sono i giapponesi che si fanno Portofino falso, noi abbiamo quello vero». L'assessore all'urbanistica ed ex sindaco di Savona il diessino Carlo Ruggeri è fra quelli che considerano con interesse il progetto. Respinge ogni accusa di cementifi-cazione e proliferazione di porticcioli e anticipa: «La Regione dirà no ai porticcioli di Albenga e di Npli-Spotorno». Quanto al neo-sindaco di Savona, Federico Berruti esamina le criticità del progetto: l'impatto ambientale, i problemi strutturali di viabilità, gli equilibri fra investimento produttivo («che privilegio») e quello residenziale, ma assicura «un giudizio non ideologico» e soprattutto un primo parere del Comune entro l'autunno. Ma il Faro gli piace? «Prima bisogna capire se serve, poi se piace. Però il problema di liberare il fronte mare Fuksas l'ha risolto».