NON sarà un gioco da ragazzi per il Comune e soprattutto per la Cgrt attuare le prescrizioni della Soprintendenza regionale scaturite dalla ordinanza del Consiglio di Stato sui lavori dei sottoservizi lungo via Roma. Ieri l'altro, in occasione di una riunione tecnica alla quale hanno partecipato anche i tecnici del Comune, sono state concordate alcune determinazioni: «L'Amministrazione comunale dovrà produrre una relazione descrittiva sulle modalità di esecuzione delle lavorazioni riguardanti la sistemazione ed il rifacimento dei sottoservizi (sostituzione della condotta Enelgas), impegnandosi a prevedere l'adozione di tutte le cautele del caso. Il Comune produrrà uno studio diagnostico sugli organismi murari di tutti gli edifici, anche se non sottoposti a tutela, al fine di verificare la natura dei quadri fessurativi esistenti onde valutare l'idoneità e l'opportunità dei metodi di lavorazione. Si è deciso inoltre riferisce lo stesso direttore regionale Roberto Di Paola di cogliere l'occasione durante le operazioni di scavo per eseguire dei rilevamenti strati-grafici, con l'assistenza di un archeologo al fine di rilevare la presenza di eventuali preesistenze di carattere archeologico». Fin qui Di Paola. Ma i conti non tornano. Non si era detto che le prescrizioni sarebbero state fornite nel prossimo mese di settembre dal Comitato tecnico scientifico del ministero in seguito al recente sopralluogo del direttore generale del ministero? Perché tanta fretta? Se lo chiede il segretario dei Beni culturali Uil Gianfranco Cerasoli: «Quali sono gli interessi in ballo? Non vorremmo che vi fosse l'intenzione di far arrivare al ministero qualcosa di preconfezionato solo perché il comune e la concessionaria nella riunione hanno dichiarato che per il mese di settembre il perdurare dell'interruzione dei lavori avrà un costo». Cerasoli invita il direttore Di Paola a trasmettere con urgenza il progetto al Ministero e «svela» che nei giorni scorsi su via Roma c'è stato l'ennesimo sopralluogo dei carabinieri del Nucleo patrimonio artistico. «Dai rilievi effettuati dice Cerasoli sembra emergere che i lavori effettuati siano abusivi e non eseguiti secondo le buone regole dell'arte del restauro in quanto hanno intaccato profondamente il sistema delle fondazioni provocando lo schiacciamento di queste con la conseguente espulsione di materiale su via Roma. La stessa chiesa di San Paolo ha avuto le fondazioni intaccate. I carabinieri hanno altresì verificato che alcuni lavoro sono stati eseguiti dopo la notifica dei vincoli. Ora il verbale del nucleo sarà consegnato alla magistratura che dovrà valutare se ci sono stati danni ed eventuali responsabilità». Insomma no al «condono» che l'architetto Di Paola vorrebbe porre in atto. Dal canto suo l'Amministrazione comunale ha intenzione di nominare una commissione composta da tre tecnici esterni per valutare la situazione su via Roma. Ma intanto ci chiediamo chi pagherà le costose prescrizioni della Soprintendenza, il Comune o la Cgrt? A.Cal.
Saggi statici ed archeologici sui palazzi
Il Comune e la Cgrt devono attuare le prescrizioni della Soprintendenza regionale per i lavori dei sottoservizi lungo via Roma. La Soprintendenza ha ordinato il Comune di produrre una relazione descrittiva sulle modalità di esecuzione dei lavori e di prevedere cautele del caso. Il Comune deve anche produrre uno studio diagnostico sugli organismi murari di tutti gli edifici, compresi quelli non sottoposti a tutela. Inoltre, i lavori devono essere eseguiti con rilevamenti strati-grafici per rilevare la presenza di eventuali preesistenze di carattere archeologico. Il direttore regionale Roberto Di Paola ha concordato queste determinazioni.
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