Si inaugura oggi la 50 Mostra internazionale di arti visive. La più antica e la più importante mostra d'arte al mondo. Quest'anno la manifestazione è caratterizzata da un ulteriore ampliamento degli spazi espositivi, che comprendono anche il Museo Correr, dall'aumento del numero dei Paesi partecipanti che sono oggi 63 e dalla presenza di 380 artisti, un numero che non ha precedenti nella storia della Biennale. Se le prime indicazioni che vengono dalle registrazioni e dalle presenze alla vernice saranno confermate, la 50 Esposizione Internazionale d'Arte sarà anche quella più visitata nella sua storia ultracentenaria. Credo che possa essere utile cogliere questa occasione per fare una riflessione sulla crescente importanza dell'arte per il sistema economico. E non mi riferisco, in questo caso, ai benefici per il settore alberghiero che, dopo aver vissuto un periodo non proprio felice, sta registrando a Venezia il tutto esaurito in coincidenza con la mostra. Non mi riferisco neppure all'indotto che la manifestazione produce sull'economia lagunare e di tutto il Veneto, che abbiamo stimato essere dell'ordine di circa 50 milioni di euro. Mi riferisco invece principalmente al rapporto tra arte e impresa in un contesto di crescente pressione competitiva sull'economia e sull'industria italiana. Nelle economie occidentali avanzate, la capacità competitiva non è più determinata dalla sola efficienza del sistema produttivo. Come è in parte già avvenuto, e come avverrà sempre più intensamente nei prossimi anni, l'attività manifatturiera si sposterà verso la Cina e l'India, dove peraltro era dominante ancor prima che la rivoluzione industriale decollasse in Inghilterra. Il vantaggio competitivo, di conseguenza, sarà dato soprattutto dalla capacità di imporre uno stile di vita: in altri termini dalla componente immateriale del prodotto. In questo campo l'Italia nel passato ha indubbiamente migliorato la sua posizione, fino ad arrivare a raggiungere e in molti casi a superare Paesi come la Francia, che su questo fattore avevano già puntato dalla fine del secolo scorso. Ma le componenti immateriali di un prodotto sono sostanzialmente il frutto della cultura di un Paese. Del suo sistema educativo, della sensibilità estetica che nasce dall'accumulazione secolare di arte e cultura nella coscienza dei suoi abitanti, della capacità di confrontarsi con scenari sempre nuovi e di coglierne gli sviluppi e le potenzialità. Per questo motivo l'arte è importante. Perché abitua a percepire sensazioni e a impiegare strumenti di analisi diversi da quelli che normalmente gli uomini d'azienda utilizzano. E perché aiuta tutti noi a confrontarci in modo consapevole con la dimensione visiva, sempre più largamente dominante tra le forme di accumulazione e di trasmissione del sapere. Per tanti anni, l'Italia è stata ai margini della grande arte contemporanea. A partire dagli inizi degli anni 90 si è sviluppata una crescente attenzione su questo tema. E negli ultimi tempi abbiamo assistito a un crescendo di iniziative, anche grazie alla sensibilità dimostrata dalla serie di ministri per i Beni e le Attività Culturali che si sono succeduti a via del Collegio Romano. Al punto che il nostro Paese può ormai contare sull'esistenza di una vera e propria rete di istituzioni consacrate all'arte contemporanea, attorno alla quale si va formando un tessuto di associazioni e di iniziative che partono dal basso, anche in realtà tradizionalmente periferiche rispetto al mondo dell'arte. Mi sembra che sia questo uno dei dati più importanti legati all'apertura della Biennale di quest'anno. Non si tratta più di una piramide nel deserto, bensì del nodo centrale di una rete che comincia a coprire intere aree del nostro Paese. Per la prima volta, insomma, esistono le condizioni per far uscire l'arte contemporanea dalla torre d'avorio degli addetti ai lavori restituendole quella centralità che, da sempre, le arti visive e la qualità estetica hanno nella formazione dell'identità culturale e della dimensione produttiva italiane. Franco Bernabè è Presidente della Biennale di Venezia
L'arte italiana alla riconquista dei suoi primati
La 50 Mostra internazionale di arti visive si apre a Venezia. Quest'anno la manifestazione è caratterizzata da un ulteriore ampliamento degli spazi espositivi e da un aumento del numero dei Paesi partecipanti. La mostra sarà anche la più visitata nella sua storia. Il Presidente della Biennale, Franco Bernabè, riflette sulla crescente importanza dell'arte per il sistema economico. Egli sostiene che l'arte è importante per abituarci a percepire sensazioni e a impiegare strumenti di analisi diversi da quelli utilizzati dagli uomini d'azienda. Inoltre, Bernabè sottolinea l'importanza dell'arte contemporanea per la formazione dell'identità culturale e della dimensione produttiva italiane.
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Bene culturale
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