La nostra città dispone di competenze eccellenti sulle tecnologie applicate alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio culturale. E questo è testimoniato dal fatto che in ogni ateneo cittadino sono all'opera gruppi di ricerca che lavorano e sviluppano metodi e sapere applicati ai Beni Culturali; non solo perché questo terna è un «fiore all'occhiello» per i ricercatori coinvolti, ma perché è oggi riconosciuto come un settore potenzialmente trainante nell'ambiente scientifico. I progetti proposti e realizzati che si avvalgono di metodi diagnostici sofisticati, di tecnologie laser, di tecnologie non invasive, l'opera di archiviazione digitale, il rilievo digitale 3D, la realtà virtuale, il minimo intervento, la conservazione programmata, i materiali e le biotecnologie per il restauro, sono solo alcuni esempi di concrete applicazioni di studi e ricerche nel campo dei Beni Culturali. Facciamo però fatica a legare questo patrimonio di conoscenze e questo know-how tecnologico alla conservazione e valorizzazione di manufatti specifici; bisogna correre con la mente ai casi di Miche langelo, di Leonardo, del Duomo per trovare qualcosa che possa far coniugare arte, tecnologia e innovazione. Sono convinta che applicare nuovi metodi, diffonderli, farli conoscere, promuovere progetti pilota, sinergie tra Enti della tutela ed Enti della ricerca, sia una buona chiave per la valorizzazione del patrimonio, per la sua conservazione virtuosa, per lo sviluppo del territorio e del turismo. Non dobbiamo pensare che solo i grandi eventi mediatici possano innescare una crescita e un indotto economico (circuiti e grandi mostre), ma che, al contrario, Milano potrebbe valorizzare i suoi «gioielli» prornuovendo un coordinamento più stabile tra salvaguardia e innovazione tecnologica. In questi ultimi anni i grandi sponsor sono meno attivi, le aziende preferiscono altri mezzi per promuovere la loro immagine. Insieme alle fondazioni bancarie, resistono, anche a Milano, alcuni illuminati mecenati che dedicano parte delle loro risorse alla valorizzazione di beni artistici e architettonici. Ma più che sperare in un rinascimento lombardo del terzo millennio, vorremmo poter contare su interventi delle Istituzioni che favoriscano il finanziamento di progetti di ricerca dedicad alla conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale. Se è vero come è vero, che i Beni Culturali sono il nostro oro nero, allora promuovere la ricerca in questo settore non può essere ulteriormente rimandato.
CULTURA E RISORSE
La città di Milano dispone di competenze eccellenti nel campo delle tecnologie applicate alla conoscenza e alla conservazione del patrimonio culturale. Gli atenei cittadini ospitano gruppi di ricerca che lavorano e sviluppano metodi e sapere applicati ai Beni Culturali. I progetti proposti e realizzati utilizzano metodi diagnostici sofisticati, tecnologie laser e non invasive, archiviazione digitale, rilievo digitale 3D, realtà virtuale e materiali e biotecnologie per il restauro. Tuttavia, la città ha difficoltà a legare queste conoscenze al restauro e valorizzazione di manufatti specifici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo