I TURISTI arrivano e buona parte della città chiude i battenti. Al boom delle presenze fa riscontro il boom delle assenze. Quelle del personale dei musei e di altri settori legati all'industria dell'ospitalità. Davanti alle (purtroppo tante) sale chiuse all'Archeologico, a San Martino, a Capodimonte, i visitatori delusi non hanno mancato di far sentire la loro voce. E se nei musei i custodi sono assenti, in strada i vigili non sono certo più presenti, con le conseguenze ben note. L'immagine complessiva che la città offre di sé non è certo esaltante. E se i direttori dei musei fanno quel che poviono e utilizzano al meglio il personale non in ferie, resta nell'insieme l'impressione piuttosto deprimente di un'offerta turistico-culturale assolutamente inadeguata alle dimensioni della domanda attuale e ancor meno a quelle della domanda potenziale. Sembra che si sia puntato tutto sul Maggio dei mo numenti (gran bella manifestazione, sì, ma con importanti mostre a far da richiamo) e sulla prossima Notte bianca, bucando clamorosamente l'estate. E vero che non tutti si aspettavano il pienone di questi giorni ma è altrettanto vero che una macchina turistica degna di questo nome non può farsi cogliere di sopresa, deve essere in grado di prevedere i flussi e le oscillazioni della domanda. E così che si fa mercato, dei beni culturali, del tempo libero come di qualsiasi altro prodotto che si voglia vendere. Basta affidarsi a competenze specializzate in indagini di questo tipo. E soprattutto è indispensabile coordinare le energie pubbliche e private per fornire un'offerta culturale degna di una grande città come Napoli, all'altezza del suo patrimonio artistico, della sua immagine, della sua mitologia. In questo senso ha perfettamente ragione il sovrintendente Nicola Spinosa nel denunciare, dalle colonne del Mattino, il profilo modesto e il carattere improvvisato dell'estate napoletana. In questo periodo dell'anno una grande metropoli deve saper offrire ai turisti, ma anche al cittadini, il suo volto migliore, più accattivante, più ospitale. Cinema all'aperto, buoni spettacoli teatrali, musica di qualità, manifestazioni culturali e intrattenimento per tutti i gusti e per tutte le tasche. E, naturalmente, strade sicure. Qualcosa c'è, ma non basta. Utopia? No, basta andare a Roma per trovare tutto questo e anche di più. Certo si può obiettare che Roma è altra cosa, che ha molte risorse in più e molti problemi in meno. Tutto vero, ma non basta a giustificare un divario che non è solo nel numero e nell'importanza delle iniziative, quanto nella capacità di articolare un'offerta complessiva di buon livello per turisti e residenti. Su tutto questo Roma ha molto da insegnare. Secondo gli economisti una voce fondamentale delle metropoli del futuro sarà costituita dalla produzione e dall'offerta di cultura e intrattenimento rivolte, come è ovvio, al mercato turistico ma anche a coloro che il luogo lo abitano e che oltre al tempo di lavoro vogliono impiegare nella loro città quote sempre maggiori di tempo e denaro. Per la costruzione di questo mercato le municipalità di mezzo mondo si stanno già attrezzando. E Napoli?