È senza dubbio innovativo aver chiesto, da parte di Francesco Rutelli, che il turismo divenga parte del ministero dei Beni Culturali. Sembrerebbe una scelta ovvia, ma la storia del "turismo in Italia" è stata paradossalmente sempre sottovalutata, al punto che per decenni era stato gestito insieme allo spettacolo. Turismo e spettacolo. Che poi se uno vuole andare a fondo a questo connubio trova soltanto il non senso che il paese che ha l'80 per cento dei beni culturali esistenti al mondo è anche il 4 o il 50 paese nella graduatoria del turismo mondiale. Per fare un esempio la Francia, secondo paese dopo gli Usa, ha 78 milioni di visitatori l'anno contro i circa 37 dell'Italia. La questione è che non c'è stata mai una politica che collegasse i nostri beni culturali, gli eventi e i flussi di turismo in un disegno e con strategia chiara e unitaria. Ora il ministro ha individuato la riorganizzazione delle grandi aree e parchi archeologici, come priorità, insieme a una rete di luoghi congressuali che, sul territorio nazionale, mancano o sono inadeguati. La politica della Francia e della Spagna, due nostre concorrenti eccellenti, è stata quella di promuovere un complesso di grandi musei che in Spagna vanno dal riordino del Prado, del Reina Sofia a Madrid, agli altri grandi interventi culturali di Barcellona e Valencia. E in Francia una ramificata rete che alimenta i musei regionali (con un'attenzione specifica all'architettura e all'arte contemporanea), e che sta producendo filiali del Louvre nel nord, e del Centre Pompidou nell'est del paese. Anche in Italia, ministro, riorganizziamo centro e periferie.
Il paese dei turisti per caso
Il ministro Francesco Rutelli ha proposto di riorganizzare il turismo in Italia, facendo parte del ministero dei Beni Culturali. Questa scelta è innovativa, ma la storia del turismo in Italia è stata paradossalmente sottovalutata. L'Italia ha l'80% dei beni culturali al mondo, ma è il 4° o il 50° paese nel turismo mondiale. La Francia e la Spagna hanno una politica più chiara e unitaria, promuovendo grandi musei e reti di luoghi congressuali. L'Italia deve riorganizzare le aree archeologiche e parchi, e creare una rete di luoghi congressuali. Il ministro vuole anche riorganizzare il centro e le periferie.
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