MARSALA. Una quarantina di antiche tombe a sarcofago in pietra arenaria sia del tipo monolitico che a lastre, simili a quelle di epoca punica conservate nell'atrio esterno del Museo di Mothia, sono venute alla luce nel corso di scavi per lavori edili effettuati sul litorale di contrada Birgi, a circa 15 chilometri da Marsala. «Le sepolture - si legge in una nota della Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani - sono disposte in modo irregolare, prive di un orientamento significativo, piuttosto distanziate l'una dall'altra. Sono di diverse dimensioni, riferibili ad individui adulti e ad infanti, e fino ad oggi risultano tutte violate, alcune in antico, la maggior parte in tempi recenti a causa del ripetuto intervento dell'aratro per l'impianto di vigneti». Nessun corredo funerario è stato trovato integro. Una parte, probabilmente, è stata prelevata, nel 1908, dall'archeologo malese JosephWhitaker, che trasferì numerosi reperti sulla vicina isola di Mothia. All'esterno dei sarcofagi, invece, presso la testata superiore o inferiore, sono stati rinvenuti vasi di varia dimensione e produzione che sembrano coevi alle deposizioni, non contengono tracce di ceneri, e possono verosimilmente testimoniare un rito di offerta con libagioni. Disposte in modo irregolare sono tutte o quasi violate.
Ritrovate quaranta tombe d'epoca punica
MARSALA. Una quarantina di antiche tombe a sarcofago in pietra arenaria sia del tipo monolitico che a lastre, simili a quelle di epoca punica conservate nell'atrio esterno del Museo di Mothia, sono venute alla luce nel corso di scavi per lavori edili effettuati sul litorale di contrada Birgi, a circa 15 chilometri da Marsala. Le sepolture - si legge in una nota della Soprintendenza ai Beni culturali di Trapani - sono disposte in modo irregolare, prive di un orientamento significativo, piuttosto distanziate l'una dall'altra. Sono di diverse dimensioni, riferibili ad individui adulti e ad infanti, e fino ad oggi risultano tutte violate, alcune in antico, la maggior parte in tempi recenti a causa del ripetuto intervento dell'aratro per l'impianto di vigneti. Nessun corredo funerario è stato trovato integro. Una parte, probabilmente, è stata prelevata, nel 1908, dall'archeologo malese JosephWhitaker, che trasferì numerosi reperti sulla vicina isola di Mothia. All'esterno dei sarcofagi, invece, presso la testata superiore o inferiore, sono stati rinvenuti vasi di varia dimensione e produzione che sembrano coevi alle deposizioni, non contengono tracce di ceneri, e possono verosimilmente testimoniare un rito di offerta con libagioni. Disposte in modo irregolare sono tutte o quasi violate.
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