La Sovrintendenza Archeologica, proprio sul Corriere di due giorni fa, evidenzia ancora una volta la gravità dell'abusivismo edilizio, contro il quale essa è impegnata insieme all'Amministrazione Comunale, particolarmente nei casi in cui si compromettono le aree sottoposte a tutela. Non v'è dubbio che i condoni edilizi rappresentino una vera e propria «resa» all'aggressione dell'abusivismo nei confronti del territorio comunale, e, più in particolare, nei confronti di quelle zone di pregio, sotto il profilo archeologico-monumentale, come quella costituita dal Parco dell'Appia Antica. D'altra parte questa Amministrazione si è espressa più volte manifestando il più assoluto dissenso nei confronti dei provvedimenti di condono edifizio, compreso l'ultimo del governo Berlusconi che, oltre a sanare gravi danni alla qualità paesistica e monumentale del territorio, costituiscono una temporanea riduzione dei poteri di persecuzione degli abusi, propri in primo luogo degli enti locali. Infatti anche gli elementi esposti dalla Sovrintendenza scaturiscono da una nuova e più efficace collaborazione avviata fra il Comune di Roma e la Sovrintendenza stessa, in esito ad una radicale riorganizzazione effettuata dalla nuova Direzione dell Ufficio condono che, per rendere più efficace ed incisiva la lotta all'abusivismo, ha costituito un «tavolo» di istruttoria congiunta con l'Ente Parco e la Sovrintendenza stessa sulle istanze di sanatoria ricadenti nel territorio tutelato; - ha effettuato rilievi aerei a bassa quota per accertare quelle trasformazioni edifizie non compatibili con le condizioni poste dalle normative di sanatoria; - ha realizzato la mappatura delle aree sottoposte a vincolo e degli immobili oggetto di istanza di sanatoria al fine di procedere più speditamente alle eventuali reiezioni; - sta collaborando al programma, deliberato dall'Amministrazione Comunale, di delocalizzazione delle attività produttive incompatibili con le funzioni cli Parco. Nel caso specifico rappresentato nel citato articolo relativamente agli abusi perpetrati in Via Lugari, 7 l'Ufficio Condono ha già proceduto da tempo al rigetto della domanda di sanatoria, con il conforto del parere negativo della Sovrintendenza archeologica espresso nel corso dell'istruttoria effettuata. Siamo tuttavia consapevoli che la reiezione del condono, anche se supera ogni legittimazione degli abusi effettuati e libera i poteri connessi alla persecuzione degli abusi stessi, non esaurisce i provvedimenti di acquisizione o demolizione che ricadono fra le competenze dell'ente locale. Per questi motivi, non escludendo anche la possibilità di identificare soluzioni progettuali per le quali verificare preliminarmente la compatibilità insieme alle Sovrintendenze, mi sono fatto personalmente interprete dell'esigenza di una riorganizzazione degli interventi conseguenti ailabusivismo e ricadenti nella competenza del Comune di Roma, che debbono trovare migliore soluzione e più efficace coordinamento, anche al fine di garantire gli obiettivi di tutela e valorizzazione del territorio comunale, che costituiscono asse fondamentale del programma di questa Amministrazione.