Timori in piazza Cavalleggeri. Estate nuvolosa per la Biblioteca nazionale. La prospettiva di una nuova sforbiciata del governo al capitolo cultura non promette nulla di buono per il polo bibliotecario fiorentino, che rischia di veder diminuire fondi e personale. Il timore è che, dal prossimo autunno, la gestione della Biblioteca nazionale centrale possa diventare più caotica e difficile. Un vero peccato, visto che la struttura di piazza Cavalleggeri è uno dei fari della cultura italiana, con 120 km di scaffali, 5,5 milioni di volumi e una sala manoscritti con le edizioni più antiche e importanti della nostra letteratura. Un patrimonio che cresce al ritmo di circa 21cm di scaffali l'anno e per il quale sarebbe indispensabile un numero adeguato di addetti. La Nazionale ne conta circa 260, a fronte di un'esigenza stimata intorno ai 500. Cifre che non regge il confronto con analoghe strutture d'Oltralpe: la Biblioteca nazionale francese conta 2.800 addetti, la British Library 2.500. Insomma, la situazione è da tempo difficile, nonostante gli sforzi della direzione e dei dipendenti. Più volte sono arrivate dagli utenti richieste di maggior personale per evitare le attese all'ufficio prestiti e alla distri buzione, ma anche per la gestione e la catalogazione dei volumi più antichi o per laffiancamento nelle ricerche. E c'è chi vorrebbe servizi aggiuntivi, quali un bar o un servizio fotocopie e riproduzioni aperto più a lungo e con più addetti. Il rischio, invece, è che i nuovi tagli provochino ulteriori riduzioni in fondi, orari, servizi e magari anche personale. Per la gestione, la biblioteca dipende infatti quasi esclusivamente dalla risorse del ministero per i Beni Culturali. «Sicuramente la Nazionale deve fare i conti con livelli bassi di personale e risorse spiega Simone Siliani, assessore alla cultura del Comune, un problema incrementato dai tagli del passato governo e che prosegue tuttora. Da parte nostra cerchiamo di contribuire. Per l'emeroteca, abbiamo avviato una convenzione fra Biblioteca nazionale, Comunale e Viesseux, ma l'organico per razionalizzare l'acquisto, ne richiede la conservazione e la microfilmatura dei giornali. Inoltre confidiamo nell'impegno del governo per l'ampliamento della Nazionale nell'ex caserma Curtatone e Montanara. Un passo importante per risolvere almeno il problema spazi». Insomma il Comune spera in meglio. Tanto che ha candidato la citta a ospitare, nel 2009, il congresso dell'organizzazione mondiale dei bibliotecari.
Nubi sulla Nazionale Il Polo bibliotecario rischia nuovi tagli
La Biblioteca nazionale centrale di Firenze rischia di subire nuovi tagli, che potrebbero portare a una riduzione del personale e dei fondi. Il timore è che la gestione della biblioteca diventi più caotica e difficile, con attese lunghe per gli utenti. La struttura di piazza Cavalleggeri è uno dei fari della cultura italiana, con 120 km di scaffali e 5,5 milioni di volumi. La Nazionale ne conta circa 260 addetti, ma l'esigenza stimata è intorno ai 500. La situazione è difficile, nonostante gli sforzi della direzione e dei dipendenti.
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