Musei. La proposta di Imperatori (Civita) dopo l'allarme del direttore Natali «Non ci sono fondi, lo Stato ormai deve prenderne atto» Dove non arriva lo Stato si deve lasciare spazio ai privati. E questa la ricetta per sostenere i musei italiani e salvarli da un sicuro collasso per mancanza di fondi, secondo Gianfranco Imperatori, segretario generale di Civita, associazione che gestisce i servizi aggiuntivi (dalla custodia ai book shop) di 50 musei, ha 150 dipendenti e fattura 25 milioni di euro. L'ultimo allarme è stato lanciato dal direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali (si veda «Il Sole-24 Ore» di ieri), che lamenta la scarsa sicurezza del museo a causa della carenza di custodi (ne servirebbero almeno 65, ce ne sono 40) alla quale per il momento non si riesce a dare una risposta, visto che il ministero deiBeni culturali, cioè lo Stato, che dovrebbe occuparsi delle assunzioni, sta cercando di alleggerire la spesa per il pubblico impiego. Ma il problema non riguarda solo gli Uffizi: qualche mese fa anche il sovrintendente del polo archeologico di Roma, Angelo Bottini (si veda «Il Sole-24 Ore» del 4 giugno 2006) segnalava che i musei non avevano più soldi per pagare le bollette della luce e nuovo personale, lamentando il fatto che negli ultimi anni i fondi pubblici siano stati tagliati del 62 per cento. «il turismo culturale afferma Imperatori costituisce un volano importante per lo sviluppo economico del nostro Paese. Non accettare la sfida sarebbe un grave errore: perderemmo un'importante occasione dirilancio. Investire nel turismo culturale permetterebbe al settore di passare dal 12 al 20 del Pil in pochi anni». A maggior ragione se si pensa che nel mondo c'è una forte domanda di cultura e arte, soprattutto italiani. Parlano chiaro le code quotidiane davanti ai Musei Vaticani, sia con il sole sia sotto la pioggia, nonostante sia stata creata una sala d'aspetto da 5mila posti. Oppure i dati sulle presenze a Pasqua che hanno rivelato un boom di turisti nelle città d'arte. Solo a Roma ci sono stati 1,5 milioni divisitatori, soprattutto stranieri, con maxi-code davanti ai Musei Capitolini, al Colosseo e al Palatino, ma anche la mostra di Modigliani allestita nel complesso del Vittoriano. «Se le città hanno incrementato il turismo aggiunge Imperatori è perché sono stati gestiti bene i servizi museali. E' il caso dei musei degli enti locali che affidano la custodia e altri servizi di gestione ai privati. Cosa che, invece, non succede nei luoghi d'arte statali, come gli Uffizi. Non credo che lo Stato possa assumere più personale visti i tagli finanziari che deve fronteggiare. Perciò dovrebbe avere più coraggio ed estendere la custodia ai privati». Un altro intervento strutturale necessario per affrontare la domanda crescente di turismo culturale è il potenziamento delle tecnologie per aumentare la sicurezza. «Questa potrebbe essere un'altra soluzione immediata ai problemi degli Uffizi aggiunge Imperatori , soprattutto in vista dell'ampliamento previsto per il 2010. Ma anche una risposta ai possenti flussi di cinesi e indiani affamati di cultura che ci troveremo a dover affrontare a breve. Estremizzando, potremmo pensare addirittura di creare musei virtuali per evadere la domanda». A proposito di hi-tech nell'arte, uno studio di Pricewaterhouse Coopers stima che se i musei italiani si dotassero di tecnologie adeguate per consentire fruizioni diverse delle opere d'arte in dieci anni avremmo 2 milioni di nuovi occupati e 400 nuove imprese. Cultura fa rima con sviluppo economico, dunque, e non solo per il settore turistico. E i musei ricoprono un ruolo fondamentale. «Bisogna che il Governo ne prenda atto conclude Imperatori -. Oramai i musei sono diventati delle grandi infrastrutture importanti almeno quanto le autostrade. Per questo vanno tutelati e Sostenuti anche attraverso la collaborazione dei privati che finora hanno dato ampia prova di efficienza».
Per salvare gli Uffizi la custodia ai privati
Gianfranco Imperatori, segretario generale di Civita, propone di affidare la gestione dei musei italiani ai privati, in quanto lo Stato non ha i fondi per sostenere i musei. Il direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, ha lamentato la scarsa sicurezza del museo a causa della carenza di custodi. Il problema non riguarda solo gli Uffizi, ma anche altri musei italiani che hanno dovuto tagliare le spese per il personale e il servizio di gestione. Imperatori sostiene che il turismo culturale è un volano importante per lo sviluppo economico del Paese e che i musei possono essere una risposta ai problemi di sicurezza e di gestione.
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