Da meta agognata per milioni di turisti pronti ad affollare le coste della penisola, l'Italia è diventata quasi una destinazione di ripiego. Negli anni Settanta trascorrere l'estate nel Bel Paese era in cima alla lista delle preferenze del resto del mondo e il mito, alimentato dalla fama di monumenti senza eguali, di spiagge dorate, sembrava incrollabile. Eppure è bastato poco perché un declino piuttosto repentino trascinasse il paese del sole e del bel canto a un misero quinto posto nella classifica dei più visitati. Per la terra in cui fino a tutto 1800 l'intellighenzia europea mandava le future classi dirigenti a fare il "gran tour", perché i giovani più promettenti si abbeverassero alla cultura classica e rinascimentale, si tratta di un vero smacco. Era ora che qualcuno prendesse atto di una situazione desolante e mi pare che vada in questa direzione la campagna lanciata da Francesco Rutelli, ministrc dei Beni Culturali e del Turismo, per riportare gli italiani e, a seguire, i turisti di tutti gli altri paesi, a visitare le nostre regioni. Siete stati in vacanza all'estero e vi siete trovati bene? Avete sperimentato un'accoglienza indimenticabile lontano dalle italiche spiagge? Provate a comunicare al ministero quanto di bello avete vissuto e che in Italia manca! Dai vostri consigli si cercherà di creare i presupposti per rilanciare una seria politica del turismo. Sono piuttosto convinto che ci sia poco da aggiungere a quello che il nostro paese può offrire materialmente. Cosa si può desiderare in più di Roma, Firenze, Venezia o delle spiagge di Sardegna e Sicilia? Quello che manca da noi sono i fondamenti della buona accoglienza. Nel mio piccolo posso provare a raccontare l'odissea di cui sono stato vittima, assieme a qualche centinaio di sventurati viaggiatori in tutta Italia che, per ore, in pieno luglio hanno atteso invano un volo Air One. L'esperienza riassume bene i peggiori vizi del nostro sistema turistico e contiene buoni esempi di come non ci si dovrebbe mai comportare se si vuole tornare all'antico splendore. Arrivato dal centro di Roma a Fiumicino in poco più di mezz'ora mi sono trovato davanti a una coda chiometrica, un fiume di gente che avrebbe impiegato a defluire ben più delle due ore canoniche con cui, di regola, si è tenuti a raggiungere l'aeroporto per l'imbarco. Un monumento alla disorganizzazione che avrebbe meritato un po' più di elasticità da parte degli addetti al check in della compagnia, ma proprio qui sta il punto. Dopo un'attesa estenuante, giunti davanti al banco dell'accettazione volti impassibili, impermeabili a qualsiasi protesta, comunicavano che il volo era chiuso. L'impressione netta è stata che tutto fosse studiato a tavolino: la coda, il numero esiguo di postazioni aperte e anche lo sdegnoso contegno di chi avrebbe dovuto dare spiegazioni e invece provava, con fare scortese e provocatorio, a mettere in difficoltà l'utente esasperato. Il senso di prevaricazione provato da tante persone in una situazione furbesca, di aperta presa in giro, credo sia stato per molti l'ennesima riprova che l'Italia mal riesce a dimostrarsi seria e affidabile. La vicenda non contribuisce certo all'immagine di un Paese che ha l'ambizione di tornare ad essere il più visitato al mondo e il danno arrecato alla collettività va ben oltre la misera multa comminata alla compagnia per aver trasformato ignari viaggiatori in tanti Ulisse in balia del destino. L NOSTRO PAESE È SCESO AL QUINTO POSTO TRA LE METE PREFERITE DAGLI STRANIERI Basta vivere un'odissea al check-in dell'aeroporto di Fiuinicino per rendersi conto che è sconosciuto l'Abc dell'accoglienza
Italia, quel che manca al turismo
L'Italia è diventata una destinazione di ripiego per i turisti, dopo aver raggiunto il quinto posto nella classifica dei paesi più visitati. Il paese ha perso la sua fama di meta ideale per i turisti, e ciò è dovuto a una serie di problemi, come la disorganizzazione e la mancanza di accoglienza. Il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Francesco Rutelli, ha lanciato una campagna per riportare gli italiani e i turisti a visitare le regioni italiane. Tuttavia, la situazione è più complessa di quanto sembri, e ci sono molti problemi da risolvere, come la coda lunga e l'impatienza dei passeggeri al check-in dell'aeroporto di Fiumicino.
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