Non è noto se per dolo o per colpa. Fatto sta che la grotta preistorica degli «Orsi volanti», nei pressi di Rapino (Chieti), vincolata alla soprintendenza archeologica d'Abruzzo, non esiste più: il sito, infatti, è stato distrutto completamente da una cava, prima di potere essere studiato scientificamente. Lo hanno denunciato tre consiglieri nazionali dell'Archeoclub d'Italia. La grotta, il cui nome ha origine dal rinvenimento, al suo interno, di resti di un antico tipo di orso, si apriva ad una quota di circa 700 metri sul livello del mare, era lunga 20-25 metri, e si articolava parallelamente a fronte di una cava. Per quanto accaduto, l'Acheoclub ha presentato una «denuncia esplicita contro ignoti» per danneggiamento di patrimonio archeologico.