"Rock in Piazza. Vorrei Sting". L'assessore alla cultura favorevole ai concerti nelle città d'arte SIENA - Salvatore Settis avverte che la facciata del palazzo dei Cavalieri a Pisa si sbriciola come zucchero. E prevede, che la stessa sorte toccherà al patrimonio delle altre città d'arte, Siena compresa. La lotta,ai decibel, colpevoli di minare il patrimonio architettonico dei centri storici, portata avanti dal direttore della Normale e presidente del Comitato editoriale della Fondazione Monte dei Paschi, è stata cavalcata ieri mattina in consiglio comunale dalle forze delle minoranza. In particolare da Mario Ascheri, rappresentante della lista civica Libera Siena. Ha presentato un'interrogazione orale che, riferendosi alle parole di Salvatore Settis, chiede al presidente del consiglio comunale, se non sia il caso di aderire all'appello ("Basta con i concerti rock rischiano di distruggere le piazze storielle italiane") avanzato dal direttore della Normale e "di svolgere altrove e quindi non più in piazza del Campo ogni iniziativa non coerente con la sua vocazione storica a partire da quelle programmate a breve". Non sarà necessario attendere la prossima seduta del consiglio comunale per sapere come la pensa l'assessore alla cultura del Comune di Siena Marcello Flores d'Arcais. Interpellato in merito, si dichiara assolutamente favorevole ai concerti in piazza del Campo, a patto che non richiamino folle deliranti come il caso dei Pink Floyd a Venezia. Dunque, secondo Flores, il rock non stona affatto, quando rimbalza sui mattoni della nicchia, tanto che avrebbe già in mente il nome del prossimo artista dal far esibire all'ombra della Torre del Mangia: "Mi piacerebbe che uno dei prossimi concerti in Piazza fosse con Sting, un artista ormai quasi di casa nostra, che vive vicino a questa terra e che forse non è l'idolo dei giovanissimi, ma che può soddisfare il gusto musicale di molte generazioni", risponde Flores, commentando gli interventi di Salvatore Settis. "Ho seguito i suoi interventi sul Corriere della sera - prosegue l'assessore alla cultura Ma credo che Settis si riferisca a concerti di grandissimo richiamo che si sono svolti a Firenze, Roma e Venezia. Come il caso dei Pink Floyd che richiamarono migliaia di persone nella città lagunare creando disagi e danni evidenti. A Siena, in piazza del Campo, sino ad oggi mi pare che siano stati organizzati concerti importanti, ma tali da poter essere sopportati dal contesto ambientale e architettonico che li ospita. Trovo che il palcoscenico naturale della piazza sia molto adeguato e che con le dovute cautele si possa continuare ad organizzare eventi anche di notevole spessore. La città di Siena dunque respinge l'appello di Settis al mittente. Non. solo, se Sting accettasse, ci troveremo tutti a cantare in coro Message in the bottle e Roxanne, nel nostro salotto buono. E questo non : ci dispiacerebbe. Un salotto che sopporta due volte all'anno il peso degli zoccoli dei cavalli, e che ci sembra regga benissimo anche le vibrazioni delle chitarre acustiche. "