Considerano i musei romani casa loro. Dentro sale e gallerie si muovono però in punta di piedi, senza spadroneggiare. Eppure fanno di tutto per rendere la dimora di tutti più ricca e maestosa. E sono continuamente alla ricerca di nuovi cittadini appassionati del bello, da trasformare in protagonisti e professionisti della grande festa dell'arte capitolina. Sono gli 'amici dei musei", decine di veri mecenati che mettono soldi (anche pochi) e tempo (anche molto) a disposizione di raccolte pubbliche sempre alle prese con problemi di budget, comunali o statali che siano. La più giovane di queste associazioni che annovera gli Amici dei Musei di Roma, nata alla fine degli Quaranta e impegnata a incrementare la collezione di palazzo Braschi, o quelli della Galleria nazionale d'arte moderna, rinata tre anni fa per sostenere il rilancio di Valle Giulia è "Macroamici", fondata circa un anno fa per dare una mano alla crescita del giovane Museo d'arte contemporanea del Comune di Roma. «Il nocciolo duro è formato da 25 collezionisti che fanno un versamento annuo importante spiega Giovanni Giuliani, notaio e presidente dell'associazione, nonché collezionista lui stesso come del resto lo sono Pino Calabresi o Nicoletta Fiorucci. «Ma ci sono poi i soci sostenitori che versano 500 euro, gli ordinari che ne danno 50 e gli studenti che pagano 25 euro l'anno». Ma perché un manipolo di collezionisti (industriali, manager, professionisti, persino banchieri italiani a Londra o imprenditori a Montecarlo) decidono di investire (circa 10mila euro l'anno) nell'arte che ha meno presa sul pubblico, quella di oggi? «Noi non avremo mai gli ingressi della mostra su Antonello da Messina alle Scuderie del Quirinale ammette Giuliani ricordando il successo di pubblico dell'antologica che s'è chiusa il 25 giugno con 300mila biglietti staccati in 100 giorni eppure Roma non può rinunciare al turismo d'arte contemporanea che, all'estero, sposta persone e capitali notevoli. Abbiamo deciso di dare una mano alla città perché ci piace l'operazione che il Comune sta facendo all'ex Birreria Peroni e al Mattatoio e perché ci convince il programma del direttore Danilo Eccher». Il notaio, l'imprenditore ma anche il pensionato o l'universitario sognano di alimentare quello «spirito di condivisione della cultura» che nei paesi anglosassoni ha portato i grandi collezionisti a mettere il loro nome nelle sale dei musei, come è accaduto con Samuel Kress alla National Gallery di Washington. I "Macroamici' cercano sempre nuovi soci. E offrono loro, per adesso, la comunicazione sull'attività del museo, gli inviti alle mostre, riduzioni al bookshop; per il futuro, sconti al bar e al ristorante che sorgerà con l'ampliamento del museo progettato da Odile Decq. L'ultimo frutto della loro campagna acquisti è Aspettando Godot, l'opera di Marc Quinn esposta fino la 30 settembre nell'antologica sull'artista inglese allestita negli spazi di via Reggio Emilia. «L'ha realizzata praticamente per noi offrendocela a un prezzo molto basso» rivela Giuliani. Che aggiunge: «Gli acquisti li facciamo solo su indicazione del direttore (non succederà mai che uno di noi imponga, che so, un'opera di Serrano) e grazie alla generosità degli artisti che a volte, come è successo con Alfredo Jan e Domenico Bianchi, hanno anche donato un loro lavoro». I "Macroamici" sponsorizzano anche conferenze con critici ed esperti del settore, ad esempio il ciclo "Art Flighlights" dedicato ai rapporti con l'Oriente. E pagano la pubblicazione di "Macromagazine", il trimestrale di 12 pagine, bilingue, che, giunto al quarto numero, fa da guida ai visitatori delle mostre. «Ma abbiamo anche intenzione di comprare un pulmino per andare a prendere i ragazzi delle scuole» rivela Giuliani. Stanarli dalle aule per portarli nelle sale del Macro può essere una carta vincente per il museo che ha scelto la difficile posizione extra moenia di piazza Fiume e Testaccio.
Macro amici, magnati e studenti: "I nostri acquisti per il museo"
Gli "Amici dei Musei" di Roma sono associazioni di collezionisti che sostengono i musei romani con donazioni e contributi. La più giovane di queste associazioni è "Macroamici", fondata un anno fa per sostenere il Museo d'arte contemporanea del Comune di Roma. I membri di "Macroamici" includono collezionisti, imprenditori e studenti che versano una quota annuale per sostenere la collezione del museo. L'associazione ha anche intenzione di comprare un pulmino per portare i ragazzi delle scuole nelle sale del museo. I membri di "Macroamici" cercano di aumentare la visibilità del museo e di promuovere la cultura.
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