Chiese e monumenti chiusi alla Kalsa e dintorni e a molti turisti e visitatori non è rimasto altro da fare che ritornare sui propri passi. Scontenti e delusi. L'assessorato regionale ai Beni culturali risponde che non è stata ancora firmata la convenzione con il Comune che consente l'apertura di alcune chiese e palazzi storici nei giorni della manifestazione «Kals'art» e che entro pochi giorni sarà possibile predisporre la fruizione al pubblico di tutti i monumenti. Al «telefono dei lettori» del Giornale di Sicilia la protesta di Mariella Agricola. «Lo scorso venerdì 28 luglio - racconta indignata - ma anche giovedì 3 e sabato 5 agosto ho provato a visitare alcuni monumenti inseriti nel calendario di Kals'art e, con mia grande sorpresa, ho trovato tutto chiuso. Non ho saputo dare alcuna spiegazione a dei miei amici che risiedono a Terrasini venuti apposta per ammirare queste bellezze artistiche e vorrei sapere il motivo di questa inefficienza e disorganizzazione». Nelle guide è infatti prevista l'apertura di alcuni siti monumentali dalle ore 21 a mezzanotte e per molti turisti stranieri la sorpresa è stata grande. Chiusi palazzo Ahatellis, palazzo Mirto, l'Oratorio dei Bianchi, l'Oratorio di San Lorenzo, la chiesa di San Francesco, la chiesa di Santa Teresa. «E pensare che tra i motivi del grande successo riscosso dalla manifestazione di Kals'art lo scorso anno - protesta un cittadino che preferisce non vedere pubblicato il proprio nome - vi era proprio quello della fruizione dei monumenti in orario serale. E forse non è un caso che lo scorso sabato sera in piazza Kalsa non vi fossero che poche persone, luci spente e molti locali chiusi». In effetti pochissimi passanti in via Alloro, buio in vicolo della Neve ed in vicolo Palagonia. Uniche eccezioni la folla di piazza Magione, luogo di ritrovo per migliaia di giovani con un villaggio gastronomico e con due dj della Costa d'Avorio che sparano musica reggae e hip hop sino all'alba tra le proteste dei residenti, e gli appassionati di musica etnica per un concerto allo Spasimo. Tutto il resto è noia. Margherita Rizza, dirigente del settore Affari generali dell'assessorato regionale ai Beni culturali risponde che «la causa della chiusura di alcuni monumenti è dovuta al mancato rinnovo della convenzione tra Regione e Comune che prevede, tra le altre cose, la possibilità per il Comune di incassare il 30 del ricavato dei biglietti d'ingresso». Il Comune, da parte sua, aveva replicato che l'assessorato regionale ai Beni culturali non aveva dato il via libera per la fruizione al pubblico nei giorni di Kals'art. Ma cosa si sta facendo per rimediare a questo stato di cose? «L'assessore regionale ai Beni Culturali Nicola Leanza - afferma il dirigente Rizza - ha già predisposto gli atti perla firma dell'accordo con il Comune ed entro pochissimi giorni sarà possibile garantire l'apertura dei monumenti nell' orario serale, come previsto dal programma di Kals'art». Ieri dal Comune non è stato possibile ricevere nessuna replica sui motivi del ritardo della convenzione.
Monumenti regionali chiusi Slitta l'accordo per Kals'art
L'assessorato regionale ai Beni culturali ha confermato che non è stata ancora firmata la convenzione con il Comune che consente l'apertura di alcune chiese e palazzi storici nei giorni della manifestazione Kals'art. I monumenti chiusi includono palazzo Ahatellis, palazzo Mirto, l'Oratorio dei Bianchi, l'Oratorio di San Lorenzo, la chiesa di San Francesco e la chiesa di Santa Teresa. I turisti e visitatori sono stati delusi e hanno dovuto tornare sui propri passi.
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