CAGLIARI. Si allarga il dibattito sul trasferimento dei beni demaniali. Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d'intervento giuridico, sottolinea un aspetto del provvedimento adottato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri. "Verranno trasferiti rispettivamente al demanio ed al patrimonio regionale un numero di beni immobili statali tuttora non precisato - commenta Deliperi - Fra di essi, le torri costiere ed i fari dismessi dalla Marina militare. La Regione ha chiesto di sospendere tutti i procedimenti di concessione attualmente in corso da parte dell'Agenzia del Demanio. Si tratta di una conseguenza giuridica dell'art. 14 dello Statuto speciale, il quale prevede che la Regione succeda nei diritti demaniali e patrimoniali dello Stato con esclusione del demanio marittimo e riguardo ai beni tuttora in uso allo Stato. Questo finora è accaduto con notevole lentezza. Tuttavia è bene ricordare due vicende attinenti proprio le torri costiere e i fari dismessi sardi. Le torri sono già state trasferite al patrimonio indisponibile della Regione nel 1949. Ma la torre di Cala Pira, a Castiadas, verso la metà degli anni Sessanta vide l'incredibile riconoscimento da parte dell'assessore regionale all'Urbanistica dell'epoca dell'intervenuta usucapione in favore di un privato. Agli inizi degli anni Novanta, una società (la Noci di Casana s.n.c.) presentò alle varie pubbliche amministrazioni competenti un progetto per realizzarvi, di fatto, una residenza stagionale". Altra vicenda, spiega Deliperi, "è quella della parte dismessa del faro di Capo Spartivento: l'imprenditore Alessio Raggio si è aggiudicato nel 2004 le gare bandite dall'Agenzia del Demanio per la locazione fino al 2010 di alcuni locali nella struttura. Il Comune di Domus de Maria diede il via libera alla realizzazione dei lavori di consolidamento e restauro conservativo, ma negò il cambio di destinazione d'uso in "turistico-ricreativo", in quanto in contrasto con lo strumento urbanistico comunale vigente. In precedenza, la Soprintendenza per i beni ambientali ed il paesaggio di Cagliari aveva autorizzato i lavori. L'imprenditore, nel settembre 2005, ha inoltrato un ricorso al Tar contro il diniego di cambio di destinazione d'uso, chiedendo nel contempo il risarcimento danni per una cifra complessiva di circa 800 mila euro, visto che ha ottenuto in merito un ingente finanziamento". "Da questi esempi - conclude Deliperi - discende che sarebbe pessima cosa trasferire torri e fari alla Regione per ripetere gli "errori" degli anni passati. La soluzione è già tracciata nell'ordinamento regionale: torri costiere e fari dismessi devono esser conferiti alla gestione della Conservatoria delle coste, il servizio presso la Presidenza della Regione già istituito nel corso del 2005". Fari, un futuro a quattro stelle. Ma per ora nell'isola solo Spartivento si trasformerà in hotel. Un gran polverone sui fari italiani, come se non bastasse la patina già accumulata nel corso dei decenni in quegli edifici, ormai disabitati, che spiccano sulle coste italiane. Tutto è cominciato con la notizia che l'Agenzia del Demanio aveva presentato, lo scorso anno, un progetto riguardante 88 fari destinati a diventare hotel, centri benessere, poli di ricerca e centri di ristorazione. Poi, come un fulmine a ciel sereno, la scoperta di un'offerta apparsa direttamente sul sito di aste on line www.ebay.it: "...Antico Faro delle Vaccarecce Isola del Giglio Grosseto. È possibile acquistare un sogno? Ebbene sì. Prezzo di partenza: euro 2.500.000,00. Scadenza: ore 10 del 10 giugno 2006. Luogo in cui si trova l'oggetto: Grosseto, Italia...". Si è scatenato un gran putiferio, tanto da suscitare un'interrogazione al Senato che ha già trovato una sua risposta nel Primo Ufficio Gestione Segnalamenti dell'Ispettorato Navale della Marina Militare, presieduto dal comandante Stefano Gilli, con sede a Roma. Risulta, infatti, che il faro della discordia è in realtà un edificio appartenente a privati già da oltre trent'anni, da quando il faro fu spostato altrove e il vecchio edificio inutilizzato fu acquistato nel corso di una regolare asta pubblica. L'attenzione si è indirizzata anche sui fari della Sardegna. È solo dal XIX secolo che furono costruiti i fari che si ergono imponenti sugli alti dirupi costieri dell'isola e indicano la rotta ai naviganti, insieme ad una serie innumerevole di segnalamenti minori. Il primo fu quello di Razzoli (1843), nell'arcipelago di La Maddalena, seguito due anni dopo dal faro di Capo Testa (1845) a Santa Teresa di Gallura. Nel giro di vent'anni tutti i punti strategici lungo il perimetro della Sardegna furono dotati d'imponenti edifici ospitanti le lanterne dei fari. Nacquero, in progressione, il faro dell'isola dei Cavoli a Villasimius (1856), quello di Capo Ferro (1858) sulla punta nord est dell'isola; Punta Scorno all'Asinara (1859), Sant'Elia a Cagliari (1860), Tavolara (1861), Capo Caccia ad Alghero e Capo Sandalo nell'isola di San Pietro (1864), Capo Spartivento vicino a Cagliari e Capo Bellavista ad Arbatax (1866) e, infine, Isola della Bocca a Olbia (1887). Gli altri risalgono ai primi decenni del 1900. La maggior parte dei fari della Sardegna è ancora abitata dai guardiani. Con qualche eccezione: Isola della Bocca a Olbia; Capo Comino e Capo Ferrato sulla costa orientale, Capo Spartivento a Sud. Quest'ultimo, nel gennaio 2003, è stato dato in concessione con regolare asta pubblica, bandita dall'Agenzia del Demanio, all'imprenditore cagliaritano Alessio Raggio. Il contratto è stato stipulato a fini turistici, balneari e residenziali e prevede una locazione di dodici anni (sei più sei) e una proroga da quantificare in base all'investimento effettuato, in cambio di un canone di tremila euro al mese, che Raggio sta regolarmente pagando da tre anni. Sei mesi fa, con le regolari autorizzazioni, sono iniziati i lavori di ristrutturazione dell'edificio, riportando la facciata a come era nel 1942, sabbiando le volte interne e aggiustando la strada comunale che porta al faro. Progetto finale è una struttura ricettiva di dodici posti letto dotata di servizi culturali. Ancora nessuna notizia invece per il faro di Capo Comino, a Siniscola, dichiarato dismissibile dal Comando Marifari, per il momento in balìa delle escursioni di vandali che hanno divelto infissi, rotto i vetri delle finestre, tentato di forzare la porta blindata che custodisce la lanterna - sempre funzionante e di proprietà della Marina Militare - ricoperto le mura esterne di graffiti. Il comandante Stefano Gilli auspica procedure più snelle e maggiore collaborazione tra i soggetti statali nell'iter amministravivo e burocratico che porta alla dismissione dell'edificio disabitato di un faro ed al suo successivo riutilizzo. In Sardegna, con il recente accordo inerente i beni demaniali, si suppone che la Regione subentri all'Agenzia del Demanio nei contratti di locazione già in atto, in qualità di nuova proprietaria degli edifici già assegnati, oltre che di quelli in via di dismissione. Nel caso delle aree Parco, i fari sono un patrimonio da recuperare. Come è accaduto per l'isola dei Cavoli a Villasimius, utilizzato dal Centro Ricerche Scientifiche dell'Ateneo di Cagliari, o a Punta Sardegna nel territorio di Palau, sede dell'Osservatorio su Coste e Ambiente Naturale Sottomarino (O.C.E.A.N.S.), frutto di una convenzione tra il Comune, il Gruppo di Ricerca per la Geologia Marina dell'Università Cagliaritana e il dipartimento di Scienze geologiche ambientali e marine dell'ateneo di Trieste. Gli edifici dei fari di Razzoli e Santa Maria, nell'arcipelago di La Maddalena, e quello di Punta Scorno all'Asinara attendono progetti di rilancio nell'ambito dei parchi nazionali. Intanto, in Croazia, in Inghilterra e nei Paesi Bassi, i fari sono già strutture ricettive per vacanze alternative, spesso in coabitazione con il guardiano stesso.
La Nuova Sardegna
7 Agosto 2006
✓ Entità verificate
Sardegna. "Torri e fari dismessi, errori da non ripetere"
LU
Luigi Alfonso
La Nuova Sardegna
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Il Messaggero · 7 Ago 2004
Il cinema è il più colpito. Ma anche enti lirici e musei: con la sparizione a sorpresa dei fondi per quello della Shoah, di recente varato dal Parlamento
Il Messaggero · 7 Ago 2004
S. Maria della Pietà, ora ci vogliono entrare tutti
Avvenire · 7 Ago 2004
Archivio Levi, la risposta del Ministero
Corriere della Sera · 7 Ago 2004
La mia Roma - Parla Marchetti, nuovo direttore generale dei Beni culturali per il Lazio
il Giornale · 7 Ago 2004
Nei depositi di Brera un tesoro da scoprire
il manifesto · 9 Ago 2004
Grandi opere: In cinquemila contro il Mostro dello Stretto
Italia Oggi · 7 Ago 2004
Arte italiana sponsorizzata dagli stranieri per 15 miliardi
il Sole 24 Ore · 7 Ago 2004
Vendite di Stato, la volta buona
il Sole 24 Ore · 7 Ago 2004
PATRIMONIO DELLO STATO - Il Tesoro punta su 200 mld di crediti
il Giornale · 9 Ago 2004
Tutte le donne di Adriano imperatore
il Giornale · 9 Ago 2004
Paestum, dieci anni per ridar vita ai templi
Il Mattino · 8 Ago 2004
NAPOLI - Libreria Treves, è arrivato il vincolo
La Nazione · 8 Ago 2004
LE REAZIONI II vicepresidente De Virgiliis: Per qualcuno è tutto dovuto Dobbiamo cambiare mentalità
La Nazione · 8 Ago 2004
La mostra di Botticelli ha battuto tutti i record
la Repubblica · 8 Ago 2004
Lo stato padrone: terreni, caserme e biblioteche 380 miliardi di beni da vendere
la Repubblica · 8 Ago 2004
"Urbani metta un freno sono scettica sui privati"
la Repubblica · 8 Ago 2004
Bersani (Ds): ogni bene va venduto d'intesa con gli enti locali
il Sole 24 Ore · 8 Ago 2004
Guardarobe reali messe in ordine
La Stampa · 7 Ago 2004
II Tesoro: cedibile il 30 dei beni culturali - Ma edifici storici ed heritage sono definiti inalienabili
Il Mattino · 10 Ago 2004
NAPOLI : Boom di turisti nei musei