Palermo. Per cambiare volto alla città serve renderla più umana e riconquistarne il centro storico come lo si fa ad Alcamo, a Marsala ed in pochissimi centri siciliani. Raccogliere idee per ridare un senso al vivere assieme. Accade che nasca l'iniziativa di "raccogliere idee" per "ritrovare la città, le strade e le piazze" di alcune centinaia di lotti nel centro storico di Palermo. Tali iniziative sono davvero opportune quanto per chi avendo avuto la ventura di essere in strade, piazze, luoghi un tempo amabilissimi, si conservino ricordi e rimpianti non perché indulga a sentimentalismi e a nostalgie passatiste, ma perché convinto della funzione altamente formativa e culturale del modo di essere per se stessi e soprattutto fra loro rapportati, le case, i palazzi, i giardini, i colori degli intonachi, delle pietre e dei mattoni, gli squarci di cieli fra i cornicioni di gronda, le penombre di certe vie, i ritmi dei fornici e i variegati corridoi porticati e le voci, le presenze, i capannelli di persone sulla strada, presso bar e botteghe e lo sguardo curioso di bambini che vanno a scuola e passano avanti a calzolai, sarti, stagnini. «Ma la città non dice il suo passato, lo contiene come le linee di una mano, scritto negli spigoli delle vie, nelle griglie delle finestre, negli scorrimano delle scale, nelle antenne dei parafulmini, nelle aste delle bandiere, ogni segmento rigato a sua volta di graffi, seghettature, intagli, svirgole» così come scriveva Italo Calvino in Le città invisibili. Calvino racconta la storia delle nostre città. Di quelle che cambiano e di quelle che non cambiano affatto;di quelle che muoiono sotto il peso dell'incuria di amministrazioni inefficienti; di quelle che si rinnovano e cambiano in meglio, rivalutando il centro storico, ridefinendo la periferia, scoprendo spazi e luoghi da destinare allo sviluppo culturale (vedi ad Alcamo, ad esempio la ristrutturazione del Collegio dei Gesuiti ad opera del professore Palazzo, destinato a Biblioteca Comunale e spazi culturali) ed altri allo sviluppo industriale (sempre nella città che diede i natali a Cielo, la contrada Sasi rappresenta il migliore esempio di sviluppo economico-industriale e nello stesso tempo di capacità di fare impresa). Cresce, ed è visibile a ciascuno, proprio a tutti, che in questi ultimi anni, dal 1993 per l'appunto, è cambiato, notevolmente, il compito politico e il valore simbolico della città. E cambiato a partire dalla stessa ragione d'essere che i luoghi dell'abitare hanno sempre avuto da quando gli uomini hanno sentito il bisogno di radunarsi stabilmente in spazi comuni. È cambiato, si diceva, ma, purtroppo non sempre in meglio (l'enorme riduzione dell'attenzione, a Palermo, al centro storico, alle periferie, e nel generale alla cultura, danno il senso dell'abbandono di una politica di prossimità al cittadino, all'impresa, all'associazionismo culturale e sociale).
PALERMO: Le bellezze trascurate del centro storico
In Palermo, un gruppo di persone sta raccogliendo idee per "ritrovare la città" e renderla più umana. L'idea è di creare un centro storico più vivace e coinvolgente, simile a quelli di Alcamo e Marsala. La città ha bisogno di un cambiamento per ridare un senso di vita alle strade, piazze e luoghi storici. La storia di Palermo è contenuta nei suoi spigoli, finestre, scale e bandiere, come racconta Italo Calvino in Le città invisibili. La città ha subito cambiamenti negli ultimi anni, ma non sempre in meglio. La politica ha perso l'attenzione per il centro storico, le periferie e la cultura, dando l'impressione di abbandono.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo