Piccoli e grandi illegalità in un'area sottoposta a vincoli. Denunce e sequestri, ma i lavori continuano La collina è tutelata dal piano regolatore e dalla normativa paesaggistica, fa parte del Parco regionale: ma crescono gli abusi LO SCUDILLO: storia di un abuso senza fine. Una voragine che comincia negli anni Venti-Trenta, quando per realizzare una serie di opere edilizie l'area agricola collinare ad est, tra il Vomero e la Sanità viene sbancata. Da allora si è costruito e scavato contestualmente, senza rispetto per il rischio idrogeologico, dimenticando che lo Scudillo con i suoi 40 mila metri quadrati di grotte, è la zona a più alto tasso di cavità cittadina. La variante di salvaguardia del Piano regolatore generale di Napoli tutela lo Scudillo e il Vallone di San Rocco, che dal 2004 sulla carta fanno parte del Parco regionale delle colline napoletane, 2215 ettari [circa un quinto del territorio comunale) al centro dell'area metropolitana. In questo contesto che usufruisce di vincoli, come si vede, ben definiti tra l'altro c'è anche il decreto legislativo numero 42 del 2004 parte terza, che la identifica come area di grande pregio paesaggistico c'è ancora il furbo che alla vigilia di Ferragosto scava e costruisce. È in buona compagnia, bisogna dire. Non c'è cassonetto, specialmente nelle zone intorno al centro, quelle più verdi, che non mostri calcinacci o piante strappate senza pietà, destinate il più delle volte a lasciare spazio a posti macchina. Dopo il sequestro con (rara) demolizione di lunedì ai Camaldoli, eseguita dalla squadra antiabusivismo coordinata dal maggiore dei vigili Antonio Baldi, i cantieri non autorizzati non si fermano. E la cronaca di un abuso d'agosto si ricostruisce facilmente. Nonostante esista un voluminoso fascicolo sul caso Scudillo, tanto in soprintendenza a Palazzo Reale quanto al Servizio antiabusivismo del Comune, c'è un edificio residenziale ottenuto alcuni anni fa riattando un rudere in via Serbatoio allo Scudillo. Decine di denunce per lanciare l'allarme alle autorità sul rischio che comporta un intervento del genere per l'intera zona circostante hanno sortito in chi li sta portando avanti soltanto la convinzione che è meglio fare presto. Nel mese di giugno infatti i lavori hanno avuto un'accelerazione: è stata terminata una piscina e alcuni nuovi corpi di fabbrica sono sorti in prossimità di quello principale. Per ospitare i materiali di costruzione è nata anche una discarica che gli operai usano costantemente. Arrivati sul posto dopo essere stati allertati dall'ennesima denuncia, i vigili rilevano un ampliamento perii quale il costruttore non è in possesso di autorizzazione. Il cantiere viene immediatamente sequestrato. Dieci giorni fa comincia l'esodo di agosto, ed ecco l'impresa riprendere a lavorare nonostante il divieto. La squadra di polizia giudiziaria dei vigili notifica la violazione dei sigilli al proprietario. Ma Ferragosto si avvicina, ditte disposte a lavorare senza permessi, se ben pagatee quasi sempre in condizioni che interessano un altro ufficio questa volta della Asl, l'Ispettorato del lavoroa Napoli non mancano. Così si riprende a scavare ancora, e questa volta lungo il costone della vallata, distruggendo una delle poche aree che resistono a verde nella zona, mentre si costruiscono dei muri con una grande quantità di mattoni di tufo trasportati da operai di colore. Le foto della pagina documentano l'abuso in corso ancora ieri in tarda mattinata. I casi si moltiplicano e le forze in campo per effettuare i controlli necessari sono ridotte. Diecimila sopralluoghi all'anno. Circa settecento al mese. Che i vigili antiabusivismo stiano con le mani in mano proprio non si può dire. E il loro lavoro si intensifica ancora di più nella prima quindicina di agosto, quando le incursioni sui cantieri abusivi possono diventare anche trenta al giorno.
NAPOLI: Cantieri abusivi allo Scudillo
La zona collinare di Napoli, in particolare lo Scudillo, è tutelata dal piano regolatore e dalla normativa paesaggistica, ma gli abusi continuano. I lavori non autorizzati sono frequenti, con sequestri e demolizioni. I vigili antiabusivismo hanno segnalato decine di casi, ma la loro attività è ridotta e i controlli sono spesso insufficienti. I cantieri abusivi sono spesso costruiti senza autorizzazione, con la violazione dei sigilli al proprietario. La situazione è aggravata dal fatto che le ditte disposte a lavorare senza permessi pagano spesso in condizioni che interessano un altro ufficio, come l'Ispettorato del lavoro di Napoli.
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