È la settima volta in poco più di un anno che le ruspe portano alla luce resti dell'antica Milano Aperto il cantiere, bisogna scoprire se sotto ci sono tesori ài salvare ALTRI due cantieri a rischio di ritrovamenti archeologici, in piazza San Babila e via Paleocapa. La furia di scavare sotto l'asfalto per ricavare posti auto mette in allerta gli archeologi della sovrintendenza ai beni archeologici della Lombardia, che affiancheranno passo passo il lavoro delle ruspe. Armati di cucchiaini, guanti bianchi e tanta pazienza, gli studiosi del mondo antico hanno già lavorato in piazza Sant'Ambrogio, alla Darsena e in piazza Meda dove sono state rinvenute tracce della Milano romana e resti delle mura spagnole. E da qualche giorno operano anche invia San Barnaba, dove il Comune ha fatto partirei lavori per il parcheggio sotto il Palazzo di Giustizia. Qui sono tornati alla luce resti di mura in mattoni che potrebbero risalire alla fine del Seicento, ma scendendo ancora -spiegano gli archeologi -, si potrebbero trovare resti del tardo Medioevo. Una necropoli con 157 scheletri del Seicento invece è stata ritrovata a giugno, sempre durante gli scavi per un parcheggio sotterraneo, in piazza Medaglie d'Oro: ossa umane, ma anche anelli, croci, rosari e frammenti di ceramica che, in un viaggio a ritroso nel tempo, permetteranno di aggiungere altri tasselli a quel che già si conosce della storia della città. Non sarà Roma, ma anche Milano cela ancora numerosi segreti. E dopo anni di assoluta indifferenza - le prime scoperte importanti sono avvenute negli anni Ottanta con i primi lavori per la linea tre della metropolitana -, ora l'attenzione alle città sotto la città si è fatta sempre maggiore. Tanto che ogni nuovo cantiere inaugurato all'interno delle mura romane, e non solo, viene controllato da un'équipe di archeologi. In attesa degli esperti sono i lavori in piazza San Babila dove, all'incrocio tra via Borgogna e corso Europa, da una settimana è iniziato l'ennesimo scavo. Cosi come in via Paleocapa, dietro il Castello Sforzesco. In entrambi i casi c'è l'eventualità di trovare resti di edifici romani. Abitazioni, forse. Ma anche anfore, oggetti di uso comune, frammenti che possono aiutare gli studiosi a ricostruire non solo il profilo architettonico di quella che un tempo fu la capitale dell'Impero Romano d'Occidente, ma anche interessanti indizi che potrebbero facilitare la ricostruzione degli usi e costumi dei nostri antenati. In piazza San Babila i lavori partiranno ufficialmente il 21 agosto. Ma già da lunedì sono arrivate le ruspe. Per ora gli operai hanno tolto solo il primo strato di asfalto, una decina di centimetri, sempre sotto gli occhi vigili degli esperti. (t. m.)