I lavori sono durati due anni, presto nuovi interventi di valorizzazione Riapre al pubblico con il concerto per la pace a cura di Davide Cavuti del Muteart di Francavilla al Mare, il Monastero di San Pietro Celestino a Roccamontepiano. Dopo due anni di lavori, stasera alle 20 le porte della chiesa verranno aperte dagli studenti dell'Università "G. D'Annunzio" che da circa tre anni, ogni estate, svolgono campagne di scavo diretti dalla dottoressa Daniela Bianco sotto la supervisione della professoressa Maria Carla Somma del Dipartimento di Storia Medioevale e della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Chieti. L'amministrazione comunale nel 2000 ha acquistato l'immobile e dal 2001 ad oggi si sono susseguiti tre interventi di recupero, necessari per ripristinare sia le condizioni di sicurezza dei visitatori sia per salvaguardare le imponenti mura perimetrali. Gli interventi finora svolti hanno comportato una spesa di 350.000 euro e già a fine anno l'amministrazione civica spera di poter appaltare un nuovo intervento utilizzando i finanziamenti Cipe destinati ad aree di valenza turistica e culturale. «Abbiamo voluto che ad inaugurare l'aula sacra del Monastero benedettino siano le ragazze ed i ragazzi di San Pietro» - dice il sindaco di Roccamontepiano Adamo Carulli - questo è un modo per ringraziali per l'opera di volontariato svolta in questi anni verso la nostra comunità». San Pietro a Majella che in seguito ad altre vicende storiche verrà intitolato a San Pietro Celestino (Celestino V), fu edificato in tempi remotissimi ma i dati documentali raccontano di un Castello, Monastero, Feudo che dall'anno 1000 fino al 1200 venne realizzato con diversi usi e riutilizzi funzionali, sia da parte dei benedettini e successivamente dalle monache clarisse che vi eressero anche un ricovero-ospedale. La storia del monastero è strettamente collegata alle vicende della vicina San Liberatore a Majella di Serramonacesa che proprio nel 2007 celebrerà il millennio dalla fondazione. «San Pietro è il più antico monumento di Roccamontepiano rimasto in piedi dopo la frana del 1765 - aggiunge Carulli. Con gli interventi fino ad oggi attuati abbiamo rimesso in luce solo una parte dell'enorme fabbricato che, purtroppo, ha conosciuto secoli di abbandono alle avversità del tempo e degli uomini».
ROCCAMONTEPIANO Riapre il monastero di San Pietro
Il Monastero di San Pietro Celestino a Roccamontepiano è stato riaperto al pubblico dopo due anni di lavori. I lavori, che hanno comportato una spesa di 350.000 euro, sono stati necessari per ripristinare le condizioni di sicurezza dei visitatori e per salvaguardare le mura perimetrali. Il monastero, che risale al 1000, è stato edificato dai benedettini e successivamente dalle monache clarisse. La storia del monastero è strettamente collegata a quella della vicina San Liberatore a Majella. Il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli, ha ringraziato gli studenti dell'Università "G.
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