Della Villa del Casale, dei suoi restauri e dei suoi splendidi mosaici si conosce molto: certamente meno noti sono gli scavi relativi al periodo medioevale, che coincise con l'abbandono della celebre Villa. Aquesto momento storico è dedicata la mostra "Iblatasah Placea Piazza" che si inaugura alle 18,30 nel Palazzo di Città, organizzata dal Museo regionale della Villa del Casale, Soprintendenza di Enna, comune di Piazza Armerina e Università La Sapienza (fino al 31 gennaio 2007, ingresso gratuito, dalle 10 alle 13 e dalle 18 alle 22, a cura di Patrizio Pensabene e Carla Sfamemi). Paola Di Vita, assessore alle aree archeologiche, dice: «È la prima volta che si espongono i ritrovamenti relativi a questo periodo, molto importante ma ancora poco noto; l'esposizione chiarirà alcuni passaggi storici determinanti». Oltre ottanta i reperti in esposizionerisultato di scavi effettuati dal 2004 ad oggi con alcune curiosità come le pedine da gioco e un oggetto chiamato "Alfa biguere", ovvero un vaso della tradizione islamica, un annaffiatoio destinato alle piante più delicate, e ancora gioielli, reperti in ceramica invetriata, monete e un aratro. «Esponiamo alcuni reperti delle fasi successive alla costruzione della villadice l'archeologo Patrizio Pensabene dal tardo-antico al medioevo, per ripercorrere la storia di questo sito. La Villa era un vero e proprio punto di riferimento, aveva uno spazio per ospitare trecento persone: infine si indaga l'età bizantina, dal quinto all'ottavo secolo. Con la lotta iconoclasta Bisanzio scompare e si hanno gli insediamenti arabo-normanni, che poi verranno spazzati via completamente. Così non solo la Villa del Casale ma tutte le abitazioni in loco vennero improvvisamente abbandonate».