In un mondo impantanato in questioni in sospeso e frustato da sogni infranti, qual è il significato dell'arte e la funzione di mostre come la Biennale di Venezia? Se 1 ' arte è consi derata irrilevante... allora tengo a farmi sostenitore dell'irrilevanza creativa per attaccare l'assurdità della guerra, della violenza, della discriminazione». Con queste parole di Francesco Bonami, quarantaseienne pimpante Direttore della 50 Biennale di Venezia, si apre il corposo catalogo (Marsilio editore) che ne documenta le moltissime iniziative espositive (circa 380 gli artisti partecipanti). Come si vede, un viatico niente male. Non è colpa di Bonami se Venezia in questi giorni è un gigantesco forno. I visitatori, appena arrivati, hanno la forte tentazione di fermarsi nel piazzale antistante la stazione di S. Lucia dove gli spruzzi della fontana progettata dal danese Jeppe Hein (sezione "Interludes") rappresentano una tentazione quasi irresistibile. Tutta del Direttore invece è la responsabilità del titolo generale dell'evento "Sogni e conflitti. La dittatura dello spettatore" che ci appare meno convincente rispetto all'introduzione appena citata. E' diffìcile, infatti, persuaderci che questa Biennale sancisca la definitiva emancipazione dello spettatore dal domino delle idee, dei prodotti e degli interessi espressi da un sistema, quello dell'arte, tutto risolto nella logica del binomio tecnologia-profitto. Parlare di dittatura dello spettatore, Bonami non ce ne vorrà, ci pare veramente eccessivo; anche se non sottostimiamo gli sforzi che hanno tentato di produrre un evento aperto e dinamico, entro il quale il visitatore può operare delle scelte. Del resto l'impressione generale è che non si sia voluto nei limiti del possibile scontentare nessuno. La stessa "concezione polifonica" invocata per adombrare un pensiero democraticamente espresso dei numerosi curatori coinvolti, del resto tutti congeniali al Direttore della Biennale, ci appare essa stessa come l'espressione di una strategia teorico-organizzativa inevitabilmente forte. Non scenderemo nel gossip delle influenze che possono aver giocato un ruolo nella selezione degli artisti. Bonami è Direttore del Museo d'arte contemporanea di Chicago ed ha stretti rapporti con la Fondazione Sandretto Rebaudengo di Torino (sarà un caso che i pur meritevolissimi vincitori del Premio alla carriera Carol Rama e Pistoletto sono torinesi?). Quello che ci pare certo è che i criteri delle scelte non siano stati avulsi da una rete di interessi ben rappresentata con risultati, in parte cospicua, prevedibili. Si deve dire tuttavia che, così come nell'"impianto ideologico" sopra adombrato di questa "mostra delle mostre", allo stesso modo nella proposta delle opere si sia tenuta presente la necessità di una visione complessivamente equilibrata. Equilibrio anche fra tecnologia e pittura. Quest'ultima ha sicuramente recuperato uno spazio e una centralità che aveva perso nell'ultima edizione curata da Szeemann. La grande mostra storica al Museo Correr, intitolata "PitturaPainting da Rauschenberg a Murakami 1964-2003", a cura dello stesso Bonami, è interamente dedicata a questa "arte delle arti" che ha segnato la storia della Biennale. "Sogni e conflitti. La dittatura dello spettatore" continua ai Giardini dove, oltre alle 63 partecipazioni nazionali (un record per la manifestazione) è ospitata nel Padiglione Italia la mostra forse più ambiziosa a cura di Francesco Bonami e Daniel Birnbaum dal titolo "Ritardi e Rivoluzioni"; un padiglione temporaneo è stato costruito ex novo per ospitare le opere di 5 giovani artisti italiani selezionati da Massimiliano Gioni, per un evento dal titolo "La Zona". Negli ampi spazi dell'Arsenale sono ospitati altri otto segmenti espositivi per iniziative che sono ciascuna realizzata da un curatore diverso che ha lavorato, per quanto possibile, in autonomia e di cui si parlerà più avanti. Non mancano, al di fuori dei circuiti canonici della Biennale, interventi esterni, "Interludes", che coinvolgono il tessuto urbano. Altri "Links" arricchiscono l'esposizione vedendo protagonisti studenti di Scuole d'arte e di architettura internazionali ("Riserva artificiale" "Vivere Venezia 2. Recycling the Future" a cura di Angela Vettese), "Extra 50" raccoglie l'insieme delle mostre satelliti della Biennale. NOTIZIE UTILI PER LA BIENNALE La 50 edizione della Biennale di Venezia è aperta al pubblico dal 15 giugno al 2 novembre. L'intera Laguna è coinvolta in una serie di iniziative espositive che si concentrano tuttavia in tre spazi principali: L'Arsenale, i Giardini ed II Museo Correr. Non mancano "lnterludes","Links"e mostre satelliti ("Extra 50") variamente dislocate. Orario: 10-18 Informazioni: tel. 199.199.100 o www.labiennale.org Biglietti: comprensivi dell'accesso alla tre mostre euro 18,00 Catalogo e guida breve (Marsilio editore), rispettivamente euro 60,00 ed euro 6,00.