Venezia. Il ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli, ha congelato l'operatività del consiglio di amministrazione di Arcus, la società nata su idea dell'ex ministro Pietro Lunardi per destinare alla cultura il 3 per cento delle risorse per le grandi opere. Rutelli ha nominato una commissione di saggi dopo che la Corte dei Conti aveva rilevato anomalie nella distribuzione dei fondi e dopo che quattro consiglieri di amministrazione, tra cui Giuliano Segre (presidente della Fondazione Venezia), si sono dimessi. «Arcus gestiva 70-80 milioni di euro l'anno di fondi destinati alla cultura - accusa Andrea Colasio, segretario della commissione cultura alla Camera -Poi, con la gestione Urbani e Buttiglione del ministero, quei finanziamenti sono stati spezzettati in centinaia di rivoli a scopi elettorali. Ho scritto io la parte del programma di Prodi per chiedere che Arcus finanzi pochi, ma selezionati grandi progetti». «Può essere - conclude Colasio - il veicolo per trovare fondi per Venezia e il suo Palazzo del cinema, se a fianco dei contributi pubblici si mettono insieme privati e istituzioni locali. Ma le perenni liti tra il governatore Galan e il sindaco Cacciari non fanno ben sperare». Come dire che se i soldi del ministero arrivano, bisogna anche saperli spendere.
E Rutelli commissaria l'Arcus: fondi dalla cultura a scopi elettorali
Il ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli, ha congelato l'operatività del consiglio di amministrazione di Arcus, una società che gestiva fondi destinati alla cultura. La Corte dei Conti aveva rilevato anomalie nella distribuzione dei fondi e quattro consiglieri di amministrazione si sono dimessi. Arcus gestiva 70-80 milioni di euro all'anno di fondi per la cultura. Il segretario della commissione cultura alla Camera, Andrea Colasio, ha accusato la gestione Urbani e Buttiglione del ministero di aver spezzettato quei finanziamenti in centinaia di rivoli a scopi elettorali.
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