PESCARA Gli Orsi volanti si sono estinti. Un gioco di parole, ma una triste verità. La grotta preistorica degli «Orsi Volanti», che rendeva magica la zona di Rapino non esiste più: a denunciarlo sono stati tre consiglieri nazionali dell'Archeoclub d'Italia Giulio De Collibus, Raffaele Giannantonio e Rocco Valentini. La grotta si apriva a una quota di circa 700 metri sul livello del mare, era lunga 20-25 metri e si articolava parallelamente al fronte della cava che ne avrebbe causato la sparizione. «La grotta non c'è più - ha detto De Collibus - è letteralmente scomparsa, non sappiamo se per dolo o per colpa, ma questa situazione l'abbiamo denunciata alla Procura della Repubblica che verificherà le varie responsabilità». Una grande perdita di bellezza e di storia: al suo interno infatti la grotta degli Orsi volanti presentava un deposito stratificato di fauna fossile, ed era stata accertata la frequentazione dell'uomo del Paleolitico medio, quindi parliamo di un periodo che va da 150.000 a 40.000 anni fa. «Eppure - ha proseguito De Collibus - nel 1998 avevamo avvertito la Regione Abruzzo e la Sovrintentenza Archeologica d'Abruzzo su quale grave situazione verteva la grotta». Per quanto è avvenuto a Rapino, l'Archeoclub d'Italia annuncia che, attraverso il suo rappresentante regionale, ha presentato una «denuncia esplicita contro ignoti» per danneggiamento di patrimonio archeologico sperando che essa riceva attenzioni maggiori che nel passato. Questo ennesimo grave episodio da l'opportunità all'Archeoclub di riproporre all'attenzione dell'opinione pubblica il «gravissimo problema» delle cave in Abruzzo: «Sono anni che attendiamo un Piano cave - ha concluso De Collibus - ed è per questo che all'assessore Bianchi chiediamo di porre rimedio a questa situazione che distrugge bellezze paesaggistiche e archeologiche». Oltre al Piano cave, l'Archeoclub chiede il censimento delle cave dismesse per permetterne il recupero.
(Pescara) La grotta preistorica degli orsi volanti distrutta da una cava
Gli Orsi volanti, una grotta preistorica di Rapino, si sono estinte. La grotta, che era stata frequentata dall'uomo del Paleolitico medio, è scomparsa. L'Archeoclub d'Italia ha denunciato il fatto alla Procura della Repubblica e ha chiesto il recupero delle cave dismesse. La grotta era lunga 20-25 metri e si articolava parallelamente al fronte della cava che ne avrebbe causato la sparizione. L'Archeoclub ha chiesto il censimento delle cave dismesse per permetterne il recupero. La situazione è considerata grave e ha richiesto l'intervento dell'Archeoclub.
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