Il sindaco incontrerà il ministro per chiedergli di sostenere il recupero di Santa Domenica NICOSIA. Sarà presentato al ministero per i Beni culturali il progetto per la sistemazione dell'area di Santa Domenica. Dopo vari e vani tentativi di ottenere fondi per eliminare una delle più tristi pagine della devastazione del patrimonio artistico della città, il sindaco Pino Castrogiovanni punta a chiedere i fondi direttamente al ministero. «Sto cercando di ottenere un incontro con il ministro Rutelli - spiega Castrogiovanni - che spero possa tenersi a settembre. Intendo presentargli il progetto di recupero dell'area predisposto dal nostro funzionario dell'Ufficio tecnico comunale, l'architetto Farinella, responsabile della sezione urbanistica. Al ministro Rutelli spero di chiarire come il recupero dell'area del grande complesso religioso, che oggi non esiste più, sia un passaggio necessario ed imprescindibile per riqualificare il cuore più antico della città». Nei mesi scorsi era arrivata la doccia fredda: il piano di recupero di Santa Domenica non aveva ottenuto la copertura finanziaria con i fondi "Por" di Agenda 2000. Il progetto era stato escluso perché quello presentato era solo "di massima" e come tale ha avuto un punteggio basso che lo ha fatto scivolare in fondo alla graduatoria e, quindi, è stato escluso dalla copertura finanziaria. L'amministrazione, subito dopo aveva disposto all'Utc la stesura un progetto esecutivo da presentare nell'ambito della prossima misura finanziaria. «In attesa della pubblicazione di altri bandi - dice il sindaco Castrogiovanni - non intendo rimanere con le mani in mano, quindi ho deciso di chiedere direttamente l'aiuto del ministro perché credo che il caso di Santa Domenica sia di tale gravita da giustificare un suo possibile intervento. Quei ruderi e quell'area invasa da rifiuti ed erbacce alte come alberi sono uno sconcio per mettere fine al quale il Comune ha assolutamente bisogno di aiuti economici». Il complesso, edificato nel '500 con l'annesso monastero Benedettino, era una superba opera architettonica. Divenuta proprietà comunale nell'Ottocento, nel dopoguerra il monastero venne utilizzato come scuola elementare, fino al '68 quando fu dichiarato inagibile per il terremoto. Il Comune presentò un progetto di demolizione per realizzare una nuova scuola, bocciato dalla Soprintendenza, con un lungo contenzioso durato fino ai primi anni '80, quando tutto l'edificio crollò. Vent'anni fa venne approvato un progetto che prevedeva lo smontaggio del prospetto principale e il suo rimontaggio su un muraglione di cemento, ma quando questo venne costruito ci si accorse di un errore di progettazione e tutto venne abbandonato. Il piano di recupero del Comune prevede la realizzazione di un centro culturale nell'ex scuola, mentre quello che un tempo era il convento dovrebbe essere ricostruito e utilizzato per la ricezione alberghiera. Il progetto riguarda solo l'area sulla quale sorgevano un tempo la chiesa e l'annesso convento.