«Il ministro ci tiene molto e non è escluso che a breve ci siano importanti novità» Che il «nodo», come lui stesso lo definì, sarebbe stato uno dei primi (e più diffìcili) che avrebbe tentato di sciogliere, si era capito da subito: «E poi c'è l'annosa questione di Palazzo Barberini...» aveva detto Francesco Rutelli appena nominato ministro per i Beni culturali riferendosi alla coabitazione coatta tra Galleria d'arte antica e Circolo delle Forze armate. E venerdì scorso, senza annunci ufficiali, Rutelli si è recato in visita proprio a Palazzo Barberini e all'attigua Palazzina Savorgnan di Brazzà. Visita accuratissima («Si è fatto aprire ogni porta, ha voluto controllare tutto...») accompagnato dai vertici del ministero. Con lui, c'erano anche il direttore regionale Luciano Marchetti e l'avvocato dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, neo capo di Gabinetto di Rutelli, la donna che qualcuno ha già ribattezzato «la Condoleezza Rice di via del Collegio Romano» («Tosta, preparatissima, super determinata», la descrivono). Dagli stessi vertici del ministero trapela poco su questa visita. Ma si è trattato certo di uno special-blitz. «Il ministro tiene molto alla questione, e non è escluso che a breve siano comunicate importanti novità». Quali? «No comment». Ma è del tutto probabile che si tratti: A) del trasloco entro fine anno, improrogabile, dei militari nell'attigua Palazzina Savorgnan. Ma soprattutto: B) della revisione del «concordato» Buttiglione-Martino con un ritorno al vecchio accordo Andreatta-Veltroni. Che in sintesi prevedeva che tutto il Palazzo tornasse al museo, salvo concessioni straordinarie (mentre la revisione Buttiglione-Martino sancisce sì il trasloco nella Savorgnan, ma con i militari che manterrebbero l'uso esclusivo, anche, del salone al piano nobile di Palazzo Barberini, del giardino, del ponte del Bernini e altri ambienti per un totale di 700 mq!). «Non scherziamo, così il Circolo non lascia, raddoppia», si lascia sfuggire in un colloquio informale Condy-Gabriella (in terrazza, parlando con colleghi a margine della conferenza sui futuri ascensori al Vittoriano). Dunque si riparte con il nodo-Barberini, e la «palla» è ora nelle mani di Rutelli-Parisi («in stretto contatto sulla questione», dicono al ministero) e di un nuovo capo di Gabinetto con l'aria di voler contribuire a sciogliere, davvero, la convivenza protratta dall'ex governo.