Povero Mario Ciaccia, bacchettato dalla Corte dei conti. La magistratura contabile, infatti, nella relazione sulla gestione finanziaria 2005 di Arcus spa, la società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo di cui Ciaccia è presidente, non nasconde alcune perplessità su alcune iniziative da lui promosse e rivelatesi troppo costose. A partire dalla nuova sede della società che Ciaccia ha fatto aprire, guarda caso, a Milano, città in cui vive. Nelle conclusioni del documento, così, si evidenzia che, pur non ancora formalizzato, il budget 2006 di Arcus prevede un sostanziale raddoppio della spesa di funzionamento della struttura rispetto a quello del 2005. Pur riconoscendo che, almeno nel breve e medio periodo, questo surplus di spese non rischia di inficiare la continuità aziendale, la Corte richiama l'attenzione degli organi responsabili degli enti a controllare bene le voci più rilevanti di costo. Voci che, per Arcus, si dilatano nel 2006 anche per il trasferimento nella nuova sede operativa, con aumento del solo canone di locazione da 80 mila a 175 mila euro. Ed è qui che scatta la velata (ma neanche tanto) critica a Ciaccia. A pag. 15 del documento, infatti, la magistratura contabile fa esplicito riferimento alle iniziative prese dal presidente. E non può fare a meno di rilevare che la nuova sede, la voce di spesa che ha fatto saltare il banco, è stata istituita a Milano: ovvero, sottolinea la Corte, la località di residenza di Ciaccia. Come a dire: fare casa e bottega costa, e pure tanto. Ma non finisce qui. La relazione evidenzia anche gli altri motivi di esborso eccessivo determinati da specifiche iniziative intraprese da Ciaccia. Tra queste quattro unità in più di personale (ovvero: autista, segretaria, addetto alla comunicazione e addetto ai rapporti con le istituzioni), il noleggio di una autovettura ed elevati stanziamenti per promozioni e consulenza. Un insieme di fattori che hanno concorso, tutti insieme, a fare esplodere il budget in modo esponenziale: fino a 2,6 milioni di euro (al lordo dei 200 mila euro di oneri straordinari per la nuova sede) rispetto all'1,4 milioni a bilancio nel 2005. Riguardo lo specifico operato di Ciaccia la Corte sottolinea come questi «abbia impresso una forte accelerazione ai lavori del consiglio di Arcus, sia nella cadenza delle sedute, sia nella deliberazione dei progetti». Nei mesi da febbraio a marzo 2006 le riunioni convocate sono state molteplici, per una media di nove argomenti trattate in ciascuna seduta. Una concentrazione notevole e spesso di gestione farraginosa che, sostiene la Corte dei conti, - ha determinato negative incidenze sulla stessa funzionalità della struttura amministrativa, comportando il rinvio di progetti non sufficientemente istruiti ed una informativa non adeguata per alcune rilevanti questioni».