Basta! I concerti rock rischiano di distruggere le piazze storiche italiane. Non è un appello quello di Salvatore Settis, è un grido di dolore. Pronunciato quasi a bassa voce, nella Toscana dove lo storico dell'arte dirige la Normale di Pisa, e rimbalzato a cerchi concentrici sempre più ampi. L'accusa lanciata dal neopresidente del Consiglio superiore dei Beni culturali è precisa: «Negli ultimi anni si è accentuata la spettacolarizzazione delle piazze, ridotte a diventare una quinta teatrale per spettacoli televisivi. Si comincia due o tre giorni prima, occupando lo spazio per montare palchi e attrezzature aggiunge Settis e si finisce di smontare due o tre giorni dopo». Senza valutare i rischi: «Non sempre facciamo i conti con la capacità distruttiva di questi eventi. Pensiamo solo alla massa di rifiuti che producono e che si è decuplicata rispetto a pochi anni fa». E senza contare i danni, che spesso sono molto seri. «Venezia, piazza San Marco, luglio 1989: lo storico concerto dei Pink Floyd. Non si sa quante persone c'erano cita a memoria Settis si disse duecentomila, forse più e in tutta San Marco non c'era un bagno. Il giorno dopo vennero trovate migliaia di lattine piene di urina e il Canal Grande trasformato in una fogna. Per tre giorni la città non fu pulita. Una vergogna!». E se non è la pulizia sono i decibel a lasciare le «vittime» sul campo. «Tempo fa racconta il direttore della Scuola Normale abbiamo realizzato noi stessi una misurazione, scoprendo che i decibel superavano di tre volte il consentito. Risultato: sulla facciata del palazzo dei Cavalieri a Pisa il graffito del Cinquecento di Giorgio Vasari si polverizza, cade giù come fosse zucchero». Settis contesta preventivamente l'accusa di voler «chiudere» i centri storici come fossero musei: «Le piazze sono fatte per essere vissute, d'altronde le feste si sono sempre svolte in piazza. Il problema è che erano destinate ad ospitare eventi, per quanto eccezionali, con numeri molto più piccoli rispetto a oggi. Dobbiamo fare i conti con una società massificata e con monumenti molto più delicati. Che già devono difendersi dallo stress da folla, dagli insulti dello smog e dall'inquinamento acustico». E non c'è solo rock: esistono problemi di ordine pubblico in molti centri, non solo Bologna o Roma delle quali si è parlato di più. «In alcune città al calar del sole è la tesi dello storico dell'artei vigili spariscono e rimangono violenza e tappeti di bottiglie rotte. Occorrerebbe una distribuzione più accorta delle presenze, dei ristoranti, delle licenze dei tabacchi, invece si ha come l'impressione che si vogliano creare dei ghetti, zone dove concentrare quello che dà fastidio e che poi si possono dimenticare. Intendiamoci, le risse ci sono sempre state, anche nel Duecento, ma aumenta la densità e diminuiscono i meccanismi di controllo sociale». Sono molti i consensi intorno al grido d'allarme lanciato da Salvatore Settis. Il primo a dichiararsi è Adriano la Regina, ex sovrintendente archeologico di Roma e protagonista di una lunga stagione di «no», ma anche di concessioni ardite, come gli ultimi spettacoli al Colosseo. «Quello sollevato da Settis è un problema antico e mai risolto afferma ma bisogna ammettere che negli ultimi anni qualche passo avanti, nel senso della tutela, è stato fatto». Proprio riferendosi agli spettacoli ospitati nell'anfiteatro Flavio. La Regina sottolinea «lo scrupolo dei controlli e delle recinzioni messe in atto dal Comune». Ma la conclusione non ammette esitazioni: «I grandi concerti non devono per forza essere ospitati nelle nostre piazze storiche, potrebbero farli dove non possono fare danni». «È un allarme più che giustificato sostiene Vittorio Emiliani, protagonista con il Comitato per la Bellezza di molte battaglie a tutela dei beni culturali una volta c'erano molti più controlli. Le nostre città sono fragili e consumate». Qualche perplessità la esprime Renato Nicolini, ideatore dell'Estate romana e, dopo la Capitale, assessore alla cultura di Napoli con Bassolino: «È sempre questione di misura, fissare principi è difficile. Una prova è che dopo quel concerto devastante dei Pink Floyd in piazza San Marco a Venezia non è stato organizzato più niente. Certo conclude Nicolini io ho sempre cercato di organizzare eventi che stimolassero il senso di appartenenza alla città, non può essere un caso se in tanti anni di Estate romana non è successo niente di negativo». «C'è un rapporto molto stretto tra contenuto e contenitore sintetizza il sociologo Domenico De Masi una cosa è organizzare Shakespeare in una piazza vittoriana di Manchester e un'altra proporlo a Brasilia. Io sono molto amico di Claudio Baglioni ma fui tra gli avversari del suo concerto a Pompei. E così, al festival di Ravello, non inviterei mai Renzo Arbore e la sua Orchestra perché la piazza non potrebbe reggere l'urto della partecipazione. Lo inviterei da solo, lui e il suo clarinetto, a parlare della storia del jazz. Quello è il rapporto giusto tra contenuto e contenitore». Il ragionamento di De Masi è molto vicino all'analisi sulla piazza italiana che Salvatore Settis propone: «Io ho vissuto in California racconta e talvolta nei sobborghi di Los Angeles in mezzo a un centro commerciale c'è uno slargo che viene chiamato "piazza", proprio così in italiano, ma è sempre vuoto. Le nostre piazze invece sono il frutto di una sedimentazione di secoli, sono lì da mille anni, spesso nascono da un Foro e sono ancora oggi un luogo di incontro». Ma per tutelarle serve qualcosa di più della buona volontà. «Bisogna trovare un punto di equilibrio insiste Settis che deve riguardare la società civile e non la società dello spettacolo. E occorre una capillare azione educativa perché gli italiani sono poco consapevoli della propria storia. L'occasionale spettacolo deve essere subordinato a questa vocazione e non può essere uno stupro come accade sempre più spesso. Il Codice dei beni culturali, approvato dal governo di centrodestra e che pure deve essere in più punti modificato conclude può rappresentare un momento per estendere e rendere più forte la tutela dei centri storici. Abbiamo alcuni mesi per approntare queste modifiche. Ma se non c'è attenzione da parte delle Soprintendenze, dei Comuni, di tutti, siamo perduti».
Corriere della Sera
5 Agosto 2006
L'accusa di Settis: i concerti in piazza distruggono l'Italia
PA
Paolo Fallai
Corriere della Sera
Salvatore Settis, direttore della Scuola Normale di Pisa, ha lanciato un grido di allarme per le piazze storiche italiane, affermando che i concerti rock e gli eventi spettacolari stanno distruggendo le piazze. Settis sostiene che gli eventi spettacolari sono spesso organizzati senza valutare i rischi e producono una massa di rifiuti e danni significativi. Ha citato l'esempio del concerto dei Pink Floyd a Venezia nel 1989, che ha lasciato migliaia di lattine piene di urina e un Canal Grande trasformato in una fogna.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
📰 Articoli dello stesso autore
Corriere della Sera · 23 Mar 2003
L'ultimo sfogo del "signor no" lasciato solo - Il Ritratto
Corriere della Sera · 6 Mag 2003
Ciampi: la cultura missione italiana
Corriere della Sera · 27 Gen 2004
Due musei da ricordare
Corriere della Sera · 21 Apr 2004
Enti e Regioni: scesi del 33 i fondi per le spese di gestione - I turisti chiedono cultura Ma mancano le risorse
Corriere della Sera · 12 Ott 2004
Colosseo, Lega e New York Times. L'Urbe in saldo
Corriere della Sera · 2 Feb 2005
Il barboncino, ultimo azzardo in una piazza da tutelare. E alla fine toglieranno l'obelisco...
Corriere della Sera · 1 Mar 2005
Libri in prestito. Dario Fo e gli altri contro il ticket
Corriere della Sera · 31 Mar 2005
Chiusa per restauro la biblioteca, ma c'è chi teme lavori senza fine
Corriere della Sera · 8 Set 2005
ARCHEO. Il museo protetto dagli etruschi
Corriere della Sera · 31 Ott 2005
Biblioteche, se a rischiare è l'eresia.I tagli alla cultura e la difesa delle infrastrutture del sapere
🔗 Articoli correlati
(stesse entità · ±2 anni)
Comunicato stampa del MIBAC · 5 Ago 2004
INSEDIATI I NUOVI CAPI DIPARTIMENTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI
il manifesto · 5 Ago 2004
BIENNALE Se l'America perde i suoi artisti
il manifesto · 5 Ago 2004
I punti contestati dello statuto della regione Toscana
La Stampa · 5 Ago 2004
A Ricci le carte di Carlo Levi
Corriere della Sera · 5 Ago 2004
La memoria in vendita
la Repubblica · 5 Ago 2004
La Regione rifiutò l'invito alla prudenza
Giornale della Toscana · 5 Ago 2004
Beni culturali, Paolucci: La tutela è dello Stato. Le sovrintedenze pure
Il Mattino di Padova · 5 Ago 2004
Malara nuovo direttore regionale: il primo passo è cercare risorse
Il Giornale di Napoli · 5 Ago 2004
L'intervento del Ministero per Treves
la Repubblica · 5 Ago 2004
Beni culturali, soldi e programmi: la Regione deve avere un ruolo
L'Osservatore Romano · 5 Ago 2004
Un gioiello sottratto all'oscurità
Corriere della Sera · 5 Ago 2004
La bocciatura della Toscana divide An
il Sole 24 Ore · 5 Ago 2004
Il cinema perde 18,5 milioni di euro
Corriere della Sera · 6 Ago 2004
Archivio Levi, il Campidoglio sfida Alassio e Antonio Ricci
Giornale di Sicilia · 6 Ago 2004
Arte contemporanea, un concorso per riscoprire i luoghi simbolo della Sicilia
L'Eco di Bergamo · 6 Ago 2004
BERGAMO Nel Codice Urbani la mappa dei tesori orobici
Famiglia Cristiana · 6 Ago 2004
La fortuna di Paestum
Giornale di Sicilia · 6 Ago 2004
SICILIA - Antichi palazzi e chiese, lotta al degrado
la Repubblica · 6 Ago 2004
Beni culturali lo scontro (e l'equivoco) sulla tutela
il Sole 24 Ore · 6 Ago 2004
Palazzi, aria, paesaggi: la ricchezza voce per voce