Sarà per l'aria da risparmio che tira, ma ai beni culturali hanno sgombrato qualche tavolo. Da ieri e fino al 31 dicembre. Il ministero invece di quattro ha un capo dipartimento: Giuseppe Proietti. Uomo capace, di vecchia scuola de che aveva scelto a suo tempo il centro sinistra come riferimento, Urbani lo aveva voluto come consulente, stimato, delle missioni di restauro all'estero (Iran, Cina, India...) e a capo della ricerca e innovazione: qui Rutelli lo ha confermato, ma ora Proietti guida anche spettacolo e sport (sostituisce Paolo Carini), le biblioteche e gli archivi (al posto di Salvatore Italia che sapeva del rimpiazzo e si è dimesso), soprattutto i beni culturali e paesaggistici. Tiene quindi le redini tecniche del dicastero. Nel mentre il ministro ha scoperto che il ministero conta l'esagerazione di oltre 150 commissioni, 12 da eliminare per la palese inutilità, altre sarà bene da sottoporle a verifica. E forse dovrà anche pensare ai dirigenti di staff ereditati da Urbani che abbondano, sono troppi e chissà quanto servono. Prevedibile però uno scontro tra archivisti e bibliotecari, settori già «poveri» rispetto agli altri i cui 2 rappresentanti sono stati accorpati in un neo-istituito comitato per la cultura.
MIBAC: Proietti un capo che fa per 4
Sarà per l'aria da risparmio che tira, ma ai beni culturali hanno sgombrato qualche tavolo. Da ieri e fino al 31 dicembre. Il ministero invece di quattro ha un capo dipartimento: Giuseppe Proietti. Uomo capace, di vecchia scuola de che aveva scelto a suo tempo il centro sinistra come riferimento, Urbani lo aveva voluto come consulente, stimato, delle missioni di restauro all'estero (Iran, Cina, India...) e a capo della ricerca e innovazione: qui Rutelli lo ha confermato, ma ora Proietti guida anche spettacolo e sport (sostituisce Paolo Carini), le biblioteche e gli archivi (al posto di Salvatore Italia che sapeva del rimpiazzo e si è dimesso), soprattutto i beni culturali e paesaggistici. Tiene quindi le redini tecniche del dicastero. Nel mentre il ministro ha scoperto che il ministero conta l'esagerazione di oltre 150 commissioni, 12 da eliminare per la palese inutilità, altre sarà bene da sottoporle a verifica. E forse dovrà anche pensare ai dirigenti di staff ereditati da Urbani che abbondano, sono troppi e chissà quanto servono. Prevedibile però uno scontro tra archivisti e bibliotecari, settori già poveri rispetto agli altri i cui 2 rappresentanti sono stati accorpati in un neo-istituito comitato per la cultura.
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