ROMA - Piccola rivoluzione ai vertici del ministero per i Beni e le attività culturali. Il ministro Francesco Rutelli ha accorpato tutti e quattro i Dipartimenti, assegnandoli a Giuseppe Proietti, dirigente di lungo corso. Viene così avviata una riduzione del vertice amministrativo, che durante la gestione di Giuliano Urbani e di Rocco Buttiglione aveva raggiunto dimensioni secondo alcuni eccessive, a tutto svantaggio degli organi di tutela territoriali, le Soprintendenze, in primo luogo. Proietti era già capo del Dipartimento Ricerca, Innovazione e Organizzazione, ma ora assume l'interim anche di Beni Culturali e paesaggistici, di Archivi e Biblioteche e dello Spettacolo. Non sono stati dunque riconfermati nei loro incarichi Paolo Carini, che dirigeva lo Spettacolo, e Salvatore Italia, responsabile di Archivi e Biblioteche. La scelta di ingrossare le strutture dirigenziali era stata fra le più contestate della stagione di Urbani e Buttiglione. La riforma doveva essere attuata "a costo zero", per cui l'ampliamento a Roma veniva scontato soprattutto nelle Soprintendenze, spesso affidate a reggenti, o i cui responsabili non venivano sostituiti. Ora sembra che la direzione di marcia sia invertita.