L'assedio dei disoccupati, con le sale del Museo bloccate per oltre due ore, è stata solamente la ciliegina sulla torta, ulteriore beffa per i rassegnati turisti. Prima dei manifestanti, infatti, gli aspiranti visitatori della mostra di Jeff Koons avevano dovuto dribblare la carenza di custodi al Museo archeologico nazionale, che per due giorni ha costretto alla parziale chiusura delle sale destinate all'esposizione. Non una bella figura, certamente, riguardo a un evento culturale di portata gigantesca, propagandato con legittimo orgoglio. E compromesso da un problema che viene da lontano. Mercoledì la prima sorpresa per i visitatori. Chiuse ben tre delle quattro sale che ospitano la mostra di Koons, la prima personale italiana dell'artista americano considerato erede della pop art Usa e continuatore dell'opera di Andy Warhol. In più, come intermezzo, anche la veloce incursione di un disoccupato, respinta velocemente e senza perdite. Motivo della parziale chiusura, la presenza di soli due custodi. Un numero giudicato insufficiente, considerata la coincidenza della mostra di Koons con l'altra importante esposizione dedicata a Pompei, Ercolano e Oplontis, «Storia di un'eruzione», regolarmente visitabile, e con la normale apertura delle altre sale. Ieri la situazione sembrava tornare lentamente alla normalità, con l'apertura di un'altra sala. Ma intorno alle 11 ecco il blitz dei disoccupati: un fiume di persone fa irruzione nel Museo, bloccando di fatto l'accesso alla mostra di Koons fino alle 14. Nel primo pomeriggio, scemata la protesta, le sale aperte sono poi passate a tre su quattro. Oggi potrebbe essere assicurata la regolare apertura. La soluzione verte dall'organizzazione delle risorse, due le ipotesi sul tappeto. O dirottare le forze interne, chiudendo alcune sale per garantire ai visitatori l'esposizione di Koons. O ricorrere a forze esterne, con personale «prestato». Il personale del Museo fa sapere di essere disponibile a questa sorta di affiancamento, nonostante la lunga lotta dei tanti precari in attesa di sistemazione. E ieri, nonostante le difficoltà, si è adoperato perché venisse aperto il maggior numero di sale. Con orgoglio, per dimostrare di essere all'altezza del compito. E per non veder cadere sulle proprie spalle tutti gli effetti dell'ingombrante autogol.