PATTO d'acciaio, d'acciaio e cemento, tra i ministri Francesco-Rutelli e Antonio Di Pietro per il Maxxi. I titolare dei Beni culturali e quello dei Lavori pubblici ieri hanno «impegnato il consiglio dei ministri», sottolinea una nota «a trovare i finanziamenti per non chiudere il cantiere del Maxxi che, altrimenti, sarebbe stato bloccato l'I 1 agosto». Inrealtà, gli operai che in via Guido Reni lavorano al Museo delle arti del XXI secolo venerdì andranno in ferie. «Ma senza soldi a settembre non avremmo potuto farli tornare», spiega Pio Baldi, a capo della Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanea (Dare). Baldi a maggio s'era detto «certo» che il neo ministro Rutelli avrebbe fatto in modo che i lavori proseguissero «più speditamente». E il vice premier ha messo da subito il museo di Zaha Hadid, oggi costruito solo per un terzo, in cima alla lista delle priorità romane. Però adesso ci sono da trovare decine di milioni di euro per completare l'edificio progettato nel lontano 1999.Allora cene volevano 57, di milioni. «Ma ora il Provveditorato alle opere pubbliche» racconta Pio Baldi «sta rifacendo i conti, tenendo presente gli aumenti determinati dai continui stop and go ma anche dall'aspetto sperimentale di alcune soluzioni, come lo straordinario trattamento del cemento a vista: liscio come velluto. E, comunque, rimane un museo economico: per la Tate Modern, a Londra, hanno speso 300 milioni di sterline». Per mandare avanti il cantiere del Maxxi, che a pieno regime coinvolge 150-200 operai, ci vogliono 2 milioni al mese. Dove li troverà il governo? A maggio la Melandri e Bettini dissero all'ex ministro Buttiglione di prenderli dal gioco del Lotto.
Rutelli-Di Pietro: "Così salveremo il Maxxi dalla chiusura"
I ministri Francesco Rutelli e Antonio Di Pietro hanno impegnato il consiglio dei ministri per trovare finanziamenti per il cantiere del Maxxi, il Museo delle arti del XXI secolo a Roma. Il museo, progettato da Zaha Hadid, è stato costruito solo per un terzo e ci sono da trovare decine di milioni di euro per completarlo. Il governo ha già impegnato 57 milioni di euro, ma ci vogliono altri 2 milioni al mese per proseguire i lavori. Il provveditorato alle opere pubbliche sta rifacendo i conti per trovare i fondi necessari. I lavori sono stati bloccati per diversi mesi a causa di stop and go e di soluzioni sperimentali.
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