Comune. Importante passo per portare a Cremona la splendida collezione di Imola Museo del piano in giunta Berneri: ora il salvacondotto della maggioranza Il Museo del pianoforte ha mosso un altro importante passo. L'ambizioso progetto di portare a Cremona la splendida collezione di strumenti a tastiera, raccolta negli anni dal maestro Franco Scala e custodita a Imola, è arrivato sul tavolo della giunta, che ne ha discusso mercoledì. «Voglio chiarire che siamo alle premesse delle premesse - afferma l'assessore alla cultura Gianfranco Berneri -. Detto questo, secondo me ma non solo secondo me, il Museo del pianoforte è un'occasione importante per la città». La collezione di Scala, grande pianista e fondatore dell'Accademia internazionale di Imola, comprende più di cento pezzi, dalla seconda metà del XVII secolo ai primi decenni del Novecento, e abbraccia nella sua interezza tutta la storia del pianoforte, ma anche del fortepiano, del clavicembalo e dei rulli. Ci sono strumenti di Johann Fritz, decorati stupendamente; di Anton Walter; amatissimo da Mozart; di Conrad Graf, il più illustre tra i costruttori viennesi della prima metà dell'800, associato indissolubilmente ai nomi di Beethoven, Schubert e Schumann. Non manca un'affascinante carellata di straordinari Steinway, dai primi modelli a tavolo ai sontuosi grancoda degli inizi del Novecento. Berneri, insieme con il sindaco Gian Carlo Corada, l'assessore al patrimonio comunale Stefano Campagnolo e il maestro Giovanni Puddu (che insegna all'Accademia di Scala), si è già recato a Palazzo Sassatelli, l'edificio della Curia di Imola dove si trova la raccolta, mai aperta al pubblico. «Scala - spiega Berneri - vuole fare in modo che questo 'tesoro', parte integrante della sua vita non solo artistica, rimanga intero e non venga suddiviso. Parrebbe che Cremona, perché è sede del futuro Centro di restauro internazionale degli strumenti e per tante altre ragioni legate alla tradizione della nostra città, possa essere il luogo in cui questa collezione trovi dimora». Continua Berneri: «Bisogna naturalmente coinvolgere il Ministero ai beni culturali e le istituzioni perché da soli non possiamo sostenere i costi di questa operazione. A quanto ammonta il valore dei pianoforti di Scala? Non abbiamo ancora periziato la raccolta». Ci sarebbe quindi, il problema economico ma anche il problema del luogo dove trasferire e mostrare i cento pezzi: «Palazzo Pallavicino? Non credo. La sua funzione è un'altra». Berneri crede molto in un Museo cremonese del pianoforte: «Ne ho parlato in giunta perché era venuto il momento di condividere il progetto con tutti gli altri assessori». Ora dovrà esserci un passaggio in maggioranza, per il via libera politico: «Mi auspico che il salvacondotto a verificare le possibilità dell'operazione venga dato. Secondo me ma non solo secondo me, si tratta di un'occasione importante per tutta la città».