Angiola Filipponio fonda un'agenzia per la tutela delle opere del ventennio col plauso di Emiliano Liberiamo l'arte del Ventennio dalla damnatio memoriae». L'invito è giunto da un pulpito al di sopra di qualsiasi sospetto: quello del ministro dei Beni culturali, nonché vicepremier, Francesco Rutelli Durante la ricollocazione della statua del Lanciatore di Giavellotto nello Stadio dei Marmi. Buttili non ha usato giri di parole: «C'è un giudizio che non cambia ed è negativo da parte della storia e del popolo italiano, male opere d'arte, d'architettura e d'ingegno del ventennio fascista che ci sono rimaste sono un patrimonio da valorizzare», L'auspicio del ministro non è caduto nel vuoto. Anzi, è stato raccolto al volo da un deputato barese. Circostanza non casuale, anche perché il parlamentare risponde al nome di Angiola Filipponio Tatarella, che si è già attivata per promuovere la valorizzazione di quello che considera il «bello del fascismo». Un patrimonio di opere pubbliche di cui il lungomare di Bari fatto costruire in pieno ventennio da Araldo Di Crollalanza, podestà della città e ministro dei Lavori pubblici de! duce, è la massima espressione, con quel corollario di palazzi costruiti in successione di fronte al mare. La proposta della neodeputata di An, già assessore alla Cultura a Bari, è semplice. «A Lecce spiega il sindaco Adriana Poli Bortone ha costituito l'Agenzia per il patrimonio culturale euromediterraneo, che beneficia di finanziamenti statali e comunitari. Con lei stiamo già programmando l'apertura di una sezione dell'Agenzia a Bari e per Bari. Dobbiamo valorizzare e far conoscere il nostro patrimonio, a cominciare da quello del Ventennio». L'onorevole Filipponio Tatarella assicura di non avere nessun desiderio nascosto di revisionismo né di voler proporre un'interpretazione ideologica dell'arte e dell'architettura fascista. «Finalmente dice il ministro Rutelli ha detto la verità. L'architettura fascista è bella in sé, artisticamente valida e noi ne abbiamo un esempio sui lungo-mare. Non voglio fare ideologia di niente, voglio soltanto insegnare e trasmettere cultura». Un'idea che la deputata di An accarezzava da tempo. «Adire il vero racconta questo era un progetto di mio marito. Quando era assessore alla Cultura, Pinnecio venne casualmente in contatto con un gruppo di americani che gli chiesero di visitare il lungomare e i palazzi fascisti di Bari, che avevano studiato sui libri. Poi è andata come è andata, ma adesso possiamo partire». Non sarà difficile. L'operazione incontra i! favore del sindaco Michele Emiliano. «L'architettura del Ventennio mi piace molto dice . Del resto, nel concor materiale base. È un modo per costruire un legame con l'architettura pugliese del XIX e del XX secolo». Non solo. «Anche negli eleborati che mi ha mostrato il professor Claudio D'Amato Guerrieri del Politecnico -scrivela Emiliano le ipotesi di intervento per riqualificare il water-front di Bari si ricollegano all'architettura presente». Nessuna preclusione, insomma. Semmai, è vero il contrario. Perché, spiega il sindaco, «in me non c'è mai stata damnatio memoriae». Del resto, «sono stato io a celebrare Araldo di Crollalanza per due anni consecutivi: se finalmente anche l'onorevole Filipponio, rinfoderata la spada, vorrà collaborare con noi per tutelare il patrimonio della città, ne sarò felice». Da dove cominciare, allora? L'onorevole Filipponio ha le idee chiare: «Fortunatamente tutti i palazzi sul lungomare sono in buono stato perché sono utilizzati. Serve una ricognizione per capire che cosa c'è all'interno, che cosa c'è di rilevarne e che cosa di irrilevante. Poi, dovremo sforzarci di far conoscere questo patrimonio al mondo».