Nel Parco un hotel con 140 letti sulle rovine di un vecchio villaggio GENOVA Una serie di casette, quasi baracche, verde sbiadito, in parte bruciacchiate (lo scorso anno c'è stato un incendio doloso): sono i resti del Villaggio Europa, costruito negli anni '60, poi abbandonato, in uno dei posti più belli della Liguria, le Cinque Terre, nel tratto di costa fra Corniglia e Manarola. Il progetto di demolizione del vecchio villaggio marino e l'edificazione di un albergo con 140 posti letto sta scaldando gli animi. È nato un comitato antialber-go. «A Corniglia siamo 200 abitanti dice Pierpaolo Guelfi un insediamento così grande sarebbe come costruire un altro paese. Difendiamo la diversità della nostra terra: farci un villaggio significa farla diventare come tanti altri posti turistici». Il problema è che un villaggio, le orrende baracchette in compensato e plastica, già c'era. E quei volumi sono stati condonati. Pratica del condono avviata nel 1985 e ormai conclusa, con un vincolo posto dal Comune di Riomaggiore (di cui Corniglia è frazione) : la presentazione di un progetto di recupero dell'area degradata. Ed ecco il progetto per il nuovo villaggio, a pochi metri dal mare. «Se non ci fossero i diritti acquisiti con il condono dai proprietari dell'area e del villaggio, l'idea di costruire a filo di costa nel cuore delle Cinque Terre non avrebbe neppure emesso un vagito, ma così...», è il commento dell'assessore regionale, il diessino Carlo Ruggeri, sulla cui scrivania è approdata la questione per le valu-tazioni ambientali e le autorizzazioni di legge. I proprietari del Villaggio Europa hanno venduto i bungalow a imprenditori spezzini, che hanno recentemente acquistato dalla società Metropolis delle Ferrovie anche l'area. «Abbiamo esaminato il progetto dice il presidente del Parco delle Cinque Terre Franco Bonanini e abbiamo fatto le nostre osservazioni per le modifiche. Il Parco avrebbe 700 metri di area verde e un edificio per garantire una presen-za sul posto che oggi manca. Tutto è perfettibile, ma è sicuramente meglio delle baracche che ci sono adesso». I comuni di Riomaggiore e di Vernazza hanno già dato il loro ok. Il progetto è firmato dall'architetto Nicola De Mastri, della Spezia: «Sono 1.500 metri quadri, qualche decina in meno di quelli del villaggio che verrà demolito precisa e corrispondono a circa 5.000 metri cubi, distribuiti su tre corpi e due piani». È un progetto a terrazze, che prevede i tetti trasformati in giardini per ridurre l'impatto ambientale. Quelli del comitato non ci stanno. «Lì attaccano ci vorrebbe un'area verde pubblica. Se prima c'era uno scandalo edilizio, non vediamo perché bisogna farne un altro». La partita è ancora aperta.