La studiosa Giuliana Calcati: "Se colpissero i templi il danno sarebbe incalcolabile" UN BILANCIO pesante quello del blitz aereo di ieri notte a Baalbek, nel Libano del nord. Pesante prima di tutto per le vittime. Ma anche perché si è colpito un simbolo dell'incontro tra culture, uno straordinario sito archeologico, trale più importanti città romane del Medio Oriente. Le rovine bellissime, uniche, di dimensioni ciclopiche si trovano tra le case del villaggio. Giuliana Calcati, docente di Storia dell'archeologia all'Università di Roma 3 che ha a lungo lavorato nell'area, spiega che, se dovessero continuare i bombardamenti, «il danno sarebbe incalcolabile. Sarebbe come se si perdesse la Cappella Sistina. Fermo restando che parlare di danni a monumenti o cose a fronte della perdita di vite umane è sempre fuori misura». Cosa rende Baalbek così unica? «Intanto le decorazioni dei templi, che si trovano ovunque: su colonne, capitelli, architravi, in un variare che accompagna il visitatore mentre percorre lo spazio. Si tratta di rilievi scolpiti con effetti molto calcolati nel chiaro-scuro, nel gioco tra luci e ombre, come si ha nell'architettura barocca. L'altra unicità di Baalbek sta nelle dimensioni. Assolutamente fuori scala: sotto le colossali colonne dei templi, ci si sente minuscoli». Baalbek è anche un simbolo: è stata dichiarata dall'Unesco patrimonio culturale dell'umanità. «Non solo. È uno dei luoghi in cui si sente forte l'incontro tra culture greca, romana e microasiatica. È un felice punto di convergenza, di fusione. Baalbek ha funzionato come una spugna: ha assorbito al meglio quello che veniva dalla Grecia e da Roma senza dimenticare la tradizione locale». Perché l'identità di un popolo passa anche attraverso i monumenti? «Perché l'identità è costituita dal passato e dalle tradizioni: che fisicamente sono i monumenti. Distruggere un monumento dunque è qualcosa di più profondo. Qualcosa che ferisce l'identità. Non a caso proprio i monumenti sono una risorsa importante nel dialogo tra le civiltà. E non a caso proprio i monumenti nella storia sono stati usati come un'arma: per dimostrare il prevalere di una civiltà».
Libano. Baalbek, gioiello dell'archeologia simbolo dell'incontro tra culture
La città di Baalbek nel Libano del nord è stata colpita da un blitz aereo, causando danni pesanti alle sue rovine archeologiche. Giuliana Calcati, docente di Storia dell'archeologia, ha espresso preoccupazione per il danno potenziale se i bombardamenti continuassero, paragonandolo a un simbolo di perdita come la Cappella Sistina. Baalbek è un sito unico, con decorazioni scolpite e dimensioni ciclopiche, che rappresenta l'incontro tra culture greca, romana e microasiatica. È stato dichiarato patrimonio culturale dell'umanità dall'Unesco e rappresenta l'identità di un popolo attraverso i suoi monumenti.
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