ROMA Dopo l'interim, lo scavalco. È la soluzione che hanno studiato al ministero dei Beni culturali per far fronte all'emergenza soprintendenze. Ieri, infatti, sono scaduti gli incarichi ad interini che i direttori regionali ricoprivano dall'agosto 2004:24 soprintendenze che da oggi rischiavano di ritrovarsi senza responsabile e che, invece, hanno ritrovato una guida grazie al meccanismo dello "scavalco". Nel gran giro di poltrone stava per perdere la sedia anche Antonio Paolucci, soprintendente "storico" di Firenze: in qualità di direttore regionale della Toscana era infatti anche alla testa del polo museale fiorentino. Come tutti gli altri direttori avrebbe dovuto lasciare la soprintendenza e rimanere fino al 29 settembre prossimo, data della pensione solo responsabile regionale. L'avvicendamento era già stato deciso, ma invece nella serata di ieri il ministero dei Beni culturali ha trovato la quadratura del cerchio: Paolucci mantiene i due incarichi fino alla pensione. Scartabellando affannosamente fra le norme, i legulei del ministero sono riusciti a trovare la soluzione. Dall'interim allo scavalco Nel 2004, con il regolamento di organizzazione del ministero dei Beni culturali (Dpr 173) si decise che, apartire dal 2 agosto (data di entrata in vigore del Dpr) e per un periodo non superiore a due anni i direttori regionali avrebbero potuto essere titolari anche di «uffici dirigenziali di livello non generale compresi nella direzione regionale». Ovvero, responsabili anche delle soprintendenze senza titolare. In diverse realtà, infatti, all'epoca esistevano i reggenti, ma la Corte dei conti accordò di prorogare quegli incarichi solo per sei mesi. La dilazione poteva, secondo i giudici contabili, arrivare al massimo a un anno, ma con l'impegno, da parte del ministero, di bandire i concorsi per ricoprire i posti vacanti. Siccome i concorsi non si potevano fare, i Beni culturali ricorsero all'interim. In prossimità della scadenza degli incarichi a interini, al ministero si sono trovati nell'impossibilità di prorogarli: ci sarebbe voluta infatti una norma ad hoc. E sono ricorsi al sistema dello scavalco, mutuato dal ministero dell'Interno, che lo utilizza per i segretari di piccoli comuni. Il principio è che i soprintendenti già titolari vengono designati in uffici di regioni vicine o, nel caso di grandi soprintendenze (come Roma e Firenze), in sedi della stessa città. L'operazione non è piaciuta ai sindacati. Gianfranco Cerasoli della Uil ha stigmatizzato l'operato del ministro Francesco Rutelli. addebitandogli la «mancanza di strategie». Le altre nomine Per quanto straordinaria, la designazione dei nuovi soprintendenti va ad aggiungersi alle altre nomine effettuate da Rutelli. Si è iniziato con Salvatore Settis, designato ma non ancora ufficialmente nominato al Consiglio superiore dei beni culturali; poi è stata la volta dei 18 vertici degli enti lirici, con la novità di 11 donne; da ultimo, dopo il commissariamento di fine giugno, la nuova presidenza di Cinecittà Holding assegnata qualche giorno fa a Alessandro Battisti, cui si è aggiunta quella di Filmitalia a Irene Bi-gnardi e dell'Istituto Luce a Stefano Passigli. Nomine criticate dall'ex ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione: «È difficile negare l'impressione ha commentato il presidente dell'Udc che siano servite per attribuire un incarico a parlamentare di sinistra trombati o sacrificati nelle ultime elezioni».
Nomine. L'escamotage del ministero dei Beni culturali. Un doppio incarico per 24 soprintendenti
Il ministero dei Beni culturali ha trovato una soluzione per far fronte all'emergenza delle soprintendenze, che rischiavano di ritrovarsi senza responsabile. Il sistema dello "scavalco" è stato utilizzato, che prevede la designazione dei soprintendenti già titolari in uffici di regioni vicine o in sedi della stessa città. Questa operazione non è piaciuta ai sindacati, che hanno criticato il ministro Francesco Rutelli per la mancanza di strategie. Le nuove nomine includono 11 donne tra i vertici degli enti lirici e la presidenza di Cinecittà Holding assegnata a Alessandro Battisti.
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