E professore andrà in pensione in autunno e non subito come comunicato da Roma «Gli uffici centrali hanno lavorato male» La candidata numero uno per guidare - il Polo Museale è Cristina Acidini attuale soprintendente dell'Opificio Ma la nomina ancora deve essere ufficializzata Antonio Paolucci, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino e direttore regionale toscano per i beni culturali si prepara ad andare in pensione. Fino al 29 settembre e non da subito - come rettificato ieri .dal ministro Rutelli - resterà ai vertici del Polo Museale. Sempre il 29 dovrebbe lasciare (ma il condizionale è d'obbligo visto che ha chiesto una proroga) l'incarico di direttore regionale per sopraggiunti limiti di età. À prendere «lo scettro» del Polo Museale - su indicazione dello stesso Paolucci - sarà Cristina Acidini che già fece le sue veci tra il gennaio del 1995 e il maggio, del 1996 quando Paolucci divenne Ministro dei Beni Culturali del governo Dini. Nonostante qualche settimana fa il ministro Francesco Rutelli avesse garantito il suo interessamento per dare esito positivo alla sua richiesta di prolungaménto del mandato per altri tre anni (lo stesso aveva fatto il suo predecessore Buttiglione), da Roma è giunto un perentorio niet, anche se Rutelli ha rnanifestato là sua stima per il lavoro è la professionalità di Paolucci («in futuro potrà svolgere altre importanti funzioni»). Ma il professóre c'è rimasto male, tanto che ieri ha trascorso una giornata «rovente» al telefono con il Ministero, evitando di rispondere alle domande della stampa. A fine serata lo abbiamo raggiunto e in relazione alla notizia diramata martedì sera a proposito del suo pensionamento immediato: «È stata una bischerata, si sarebbero dovuti muovere con un po' più di intelligenza negli uffici centrali di Roma, prima di fare queste cazzate». Per quanto riguarda invece il prolungamento in servizio anche Paolucci ammette che le speranze sono ridotte al minimo. Effettivamente nelle ultime settimane erano pochi quelli che avrebbero scommesso sulla permanenza di Paolucci nel suo ufficio in via della Ninna: già il passaggio di consegne tra lui e Antonio Natali alla direzione della Galleria degli Uffizi era stato interpretato come un segno dell'imminente cambiamento. Tuttavia pare curioso che Rutelli che condivide con Paolucci la stessa area politica della Margherita - non abbia fatto niente per mantenere il professore al timone della sovrintendenza fiorentina fino al 2009. Certo è che da tempo Paolucci stava preparando uno studio privato in un mezzanino della centralissima via Roma, quasi se lo sentisse che avrebbe dovuto passare la mano. Nato a Rimini il 29 settembre 1939 è laureato in storia dell'arte nel 1964 sotto la guida di Roberto Longhi, Antonio Paolucci è entrato nell'amministrazione dello Stato nel 1969 ed è stato soprintendente a Venezia, Verona e Mantova prima di approdare a Firenze. Dopo anni al vertice dell'Opificio delle Pietre Dure, nell'aprile del 1988 divenne soprintendente nel capoluogo toscano, incarico che ha tenuto saldo, praticamente senza interruzione. Tra le azioni di cui va più orgoglioso, il restauro della basilica di San Francesco ad Assisi, danneggiata dal terremoto del 1997. Sul «caso» Paolucci è intervenuto il presidente del Consiglio Regionale Riccardo Nencini che ha rivolto un appello a Rutelli affinché sia prolungato al professore almeno l'incarico di direttore generale, perché la Toscana non si privi del suo prestigio e della sua competenza. Piacevolmente sorpresa è invece Cristina Acidini, pronta a raccogliere in autunno l'eredità di Paolucci, anche se dal Ministero non è arrivata nessuna ufficializzazione. «La notizia era annunciata, è vero - dice il soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure -, semmai è sorprendente l'epilogo. Pensavo che avvenisse in modo più graduale. Personalmente l'ho saputo dai giornali, anche perché mi trovo in vacanza in Versilia. Chiaro che presto ci sentiremo con Paolucci per i dettagli. In questi giorni io ero in contatto con il direttore dei dipartimenti che mi aveva preannunciato qualcosa. Per quanto mi riguarda stiamo ancora aspettando le decisioni del Ministero sulla direzione regionale dei beni culturali, sapere cioè se Paolucci, almeno per quell'incarico venga riconfermato o meno, poi vedremo». Cristina Acidini arriverà in via della Ninna dopo aver sostituito Giorgio Bonsanti alla guida dell'Opificio delle pietre dure. Da via degli Alfani a via della Ninna, proprio come accadde nell'88 a Paolucci. E per chi crede che le analogie non vengano a caso c'è materia per riflettere. Quale saranno le prime azioni di Cristina Acidini? «All'inizio mi guarderò intorno - dice - conosco l'incarico perché l'ho già ricoperto ma certe caratteristiche vanno conosciute meglio. Per il momento dovrò solo ascoltare, farmi raccontare da Paolucci e da chiunque altro voglia aiutarmi tante cose utili per conoscere l'universo del Polo Museale. Io credo di conoscerlo, ma ad esempio le faccende economiche o quelle legate a Boboli, ecco quelle sono appendici che dovrò approfondire di più». Rimane il dubbio se Cristina Acidini potrà mantenere o meno anche la soprindendenza dell'Opificio delle pietre dure. «Vedremo. Credo però che le due cariche siano incompatibilidice Cristina Acidini - soprattutto se quello di soprintendente per il Polo museale mi verrà affidato per intero». E non scordiamo che c'è sempre in ballo la direzione regionale dei beni culturali, l'incarico che, inutile negarlo, interessa anche la stessa Acidini.