Sostituite le chianche originarie: e quelle vecchie? Molti vicoli di centri storici di nostre città e paesi hanno il fondo stradale bianco abbagliante. Non è il colore giusto: deve essere grigio perla o nero di lava vulcanica. Questo vuol dire che le basole o «chianche» originarie sono state sostituite con materiale più splendente, ma non adatto alla «storia» di quei vicoli, strettole o ruarelle. Che fine hanno fatto le antiche pietre? Quelle tolte in Piazze del Ferrarese o in Piazza Mercantile a Bari sono in un deposito segreto. «Non rivelate dove», si raccomanda Simonetta Lorusso, assessore ai Lavori Pubblici. La accontentiamo ma dalle fotografie fatte si fa presto a scoprire che le «chianche» in argomento sono assai poche. Che fine hanno fatto le tante altre sostituite con basole nuove rivelatesi già inadatte perché, più sottili, si spaccano? E ancora: come mai le vecchie non sono numerate? «Si sono rotte durante i lavori per la posa delle tubazioni del metano», assicura l'assessore. A Rutigliano, in provincia di Bari, le vecchie basole che hanno sostituito le nuove di tutto il centro storico sono pure in un deposito. La richiesta fatta al sindaco Lanfranco di Gioia, di fotografarle, non è stata ancora accolta. «Abbiamo chiesto più volte al sindaco di riutilizzare in altro modo quelle basole, ma non abbiamo mai avuto risposta», denuncia Nicola Loiodice dell'associazione culturale «Portanuova» che ancora non sa che fine abbiano fatto i muretti a secco della pineta sostituiti con ringhiere da stia per polli o conigliera. E non sono che alcuni esempi. Legambiente, il «Bruno Leoni Club», «Comunicando» e tante altre associazioni, privati cittadini segnalano su Internet la loro disapprovazione. «Ladri di pietre, ladri della nostra memoria. Della nostra storia. Del nostro ambiente. Per voi le vecchie case che punteggiano la nostra bella campagna pugliese non sono preziosa testimonianza di una cultura da salvaguardare e consegnare - come hanno fatto i nostri padri - alle generazioni che verranno. Il traffico clandestino delle basole antiche continua indisturbato». Ruggero Martinez, direttore generale della Sovrintendenza regionale ai beni culturali, con sede a Bari in Piazza dell'Odegitria, ricorda: «Le antiche pavimentazioni spesso non si notano neppure, ma sono lo specchio del cielo. È importante convincere i cittadini ad amare il proprio patrimonio, le proprie radici ed esserne orgogliosi, invece di considerarle come segni o ricordi di miseria. Il futuro? È nel proprio passato. Per imparare il rispetto delle proprie radici si deve cominciare dalla scuola». Pietre dello scandalo, invece che della memoria. Sarebbe meglio, sempre per restare al Vangelo, che quando scartate (o rubate), diventassero testate d' angolo.
PUGLIA: Poveri nostri centri storici coi pavimenti abbaglianti
Molti vicoli di centri storici in Puglia hanno basole o chianche sostituite con materiali più splendenti, ma non adatti alla storia di quei luoghi. Le antiche pietre sono state tolte in depositi segreti, come quello di Piazza del Ferrarese a Ferrara e di Piazza Mercantile a Bari. Le vecchie basole non sono numerate e si sono rotte durante i lavori per la posa delle tubazioni del metano. A Rutigliano, le vecchie basole sono state richieste di essere fotografate, ma il sindaco non ha risposto. Le associazioni culturali e privati cittadini segnalano la disapprovazione per il traffico clandestino delle basole antiche.
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