Dopo una raffica di telefonate la proroga di un mese e mezzo UN PASSAGGIO di consegne soft, tra Antonio Paolucci e Cristina Acidini che lo sostituirà nell'incarico di soprintendente del Polo museale fiorentino. Con la scadenza inderogabile per Paolucci della data del 29 settembre, quando per limiti di età, come previsto dal decreto Bersani, lascerà non solo la soprintendenza ma anche l'incarico di direttore regionale. Un passaggio meno repentino che arriva quasi come consolazione, a conclusione della giornata di ieri, affollata di telefonate tra i vertici del ministero dei Beni culturali e Paolucci, dopo l'annuncio amareggiato che lo stesso soprintendente ha dato a Repubblica sulla fine del suo mandato ventennale, passato in sordina e senza preparare la città, «in modo stolto che mostra l'insipienza dell'amministrazione centrale». Infine, ulteriori controlli del regolamento hanno messo in evidenza, come poi ha dichiarato lo stesso ministro Francesco Rutelli, che la scadenza dell'incarico non era immediata come pensava lo stesso Paolucci, ma dilazionabile fino alla data del suo pensionamento. Chiuso nel suo studio, Paolucci ieri non ha rilasciato dichiarazioni. Da via del Collegio Romano ha parlato Giuseppe Proietti, direttore generale e del Dipartimento alla ricerca del ministero: «II soprintendente Paolucci resta in carica fino al 29 settembre, ancora per 1 mese e 28 giorni, tempo che servirà ad introdurre Cristina Acidini alla successione, nello spirito di amicizia che li lega da anni». Parte quindi un interini soft che si concluderà con l'insediamento ufficiale di Acidini (chi andrà poi al suo posto di soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure?). «Paolucci dovrà lasciare, ma spero che la sua grande competenza venga recuperata in un'altra veste prosegue Proietti so che il ministro Rutelli e il sottosegretario Marcucci si sono già espressi per avvalersi della sua esperienza in un prestigioso ruolo diverso». Un coro di plausi per Paolucci. Il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, chiede (nonostante il decreto Bersani) a Rutelli di prolungargli almeno l'incarico di direttore. «Se ne va un punto di riferimento italiano ed internazionale. Per il futuro c'è una proposta di qualità: Acidini» dice l'assessore alla cultura, Simone Siliani. «Saprà comunque proseguire il suo lavoro nella città» aggiunge il presidente della Provincia, Matteo Renzi. «Ha ragione Paolucci: è stato uno sbaglio non pensare ad un "traghettamento"» dice Patrizia Asproni di Confculture. «Paolucci ha già un legame con la città conia Fondazione: la città deve mantenerne altri, grata del contributo che ha dato» dice Dario Nardella, presidente commissione cultura di Palazzo Vecchio. E, dopo l'ipotesi di Acidini, arrivano altri "papabili" perla direzione regionale: Mario Lolli Ghetti, ora sovrintendente nelle Marche, ma anche un direttore più «manager», come l'ex sovrintendente del Maggio Salvatore Nastasi.
Firenze. Il ministero fa slittare il cambio della guardia con Acidini per facilitare la transizione
Il soprintendente Antonio Paolucci, che si era scagionato dalla soprintendenza del Polo museale fiorentino, ha dovuto riconoscere la propria sconfitta dopo la proroga del suo mandato di un mese e mezzo. La scadenza originaria del 29 settembre non era immediata, ma dilazionabile fino al suo pensionamento. Paolucci dovrà lasciare il ruolo di direttore regionale, ma spera di poter recuperare la sua grande competenza in un'altra veste. La sua sostituzione sarà Cristina Acidini, che sarà introdotta ufficialmente il prossimo mese.
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