«Dopo tanti anni non ci speravo più. È stato un successo veramente inaspettato, un lavoro eccellente degli Investigatori». Padre Giuseppe Paparone, superiore dei Domenicani di Taggia, non sta nella tonaca dalla gioia, da quando ha saputo che gli agenti della squadra mobile di Genova, guidati da Claudio Sanfllippo, hanno recuperato il quadro del Parmigianino In una villa in costruzione sulle alture di Ventimiglia. Ci sono voluti mesi di indagini perché gli agenti, che si erano finti collezionisti Interessati all'acquisto della tavola dipinta, riuscissero a giungere all'appuntamento decisivo con i trafficanti, per la maggior parte legati alla 'ndrangheta calabrese, che operavano fra la Francia e l'Italia. In manette sono finite due persone, altre due sono state denunciate a piede libero. Gli investigatori sospettano che ti quadro sia stato nascosto per tutti questi anni in Francia e sia stato fatto rientrare In Italia solo per «l'affare» che stava per concludersi. Comunque la tavola (120 centimetri per 94) è in buono stato, anche se privata della cornice, e il superiore dei Domenicani di Taggia non vede l'ora di ricollocarla nella sua sede originale sulla navata destra della chiesa conventuale di Santa Maria della Misericordia che -come ci tiene a sottolineare padre Paparone - fa parte di un complesso monumentale della fine del Quattrocento, considerato il più significativo del ponente ligure. Purtroppo non si ha notizia delle altre opere d'arte di grande valore e bellezza rubate dal convento di Taggia insieme con il Parmigianino, tra le quali uno dei primi mappamondi di cui si ha conoscenza, realizzato nel quindicesimo secolo.