ARTE. Dal 16 settembre l'esposizione che accoglie anche la Predella del Louvre Il polittico di San Zeno al centro della mostra veronese È ufficiale: la Pala di San Zeno sarà esposta nella grande mostra Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500 che si terrà al Palazzo della Gran Guardia dal 16 settembre al 14 gennaio 2007. La comunicazione ufficiale è giunta agli organizzatori dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il Ministero, infatti, vista la documentazione prodotta dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico di Verona, Vicenza e Rovigo e la relazione dell'Opificio delle Pietre Dure, sentito il Comitato tecnico scientifico, che ha espresso parere favorevole sia al trasferimento temporaneo alla mostra sia alla prosecuzione del progetto di restauro avviato dalla Soprintendenza in collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure, ha autorizzato il trasferimento dell'opera alla mostra "in considerazione dell'alta rilevanza scientifica e culturale dell'esposizione". La grande Pala costituisce uno dei più precoci esempi di 'sacra conversazione' e registra un impegno architettonico, prospettico e archeologico che grazie al genio di Andrea Mantegna unifica scena dipinta, cornice e spazio sul presbiterio sotto l'attenta regia del committente, l'Abate Gregorio Correr. L'artista offre qui la sua prova più matura prima del definitivo trasferimento a Mantova presso
Mantegna, la Pala superstar - Il capolavoro si trova attualmente in "manutenzione"
La Pala di San Zeno, un polittico di Andrea Mantegna, sarà esposta nella mostra "Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500" al Palazzo della Gran Guardia a partire dal 16 settembre 2006. La decisione è stata presa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che ha autorizzato il trasferimento dell'opera in considerazione della sua alta rilevanza scientifica e culturale. La Pala è uno dei più precoci esempi di "sacra conversazione" e registra un impegno architettonico, prospettico e archeologico unificato sotto la regia del committente, l'Abate Gregorio Correr.
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