L'amarezza di Antonio Paolucci sarà forse in parte mitigata: il suo doppio incarico come soprintendente regionale e come responsabile del polo, museale scadrà il prossimo 30 settembre. Con un mese di tempo di in più per consentire allo stesso Paolucci, e come il professore stesso ha ribadito, a una città d'arte importante come Firenze, un passaggio di consegne che tenga conto di tutti i più importanti aspetti dei due importanti incarichi. A evitare il «paradosso burocratico» di una scadenza non omogenea è stato il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici che ha avuto assicurazione dal Ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli, l'altro giorno a Firenze anche per assistere allo spettacolo di Benigni in Santa Croce, che i due incarichi avrebbero avuto termine nello stesso momento e cioè, il 30 settembre. «Veramente precisa Domenici la richiesta che avevo avanzato a Rutelli era di una proroga molto più lunga proprio perché ero e sono convinto che Firenze non debba rinunciare a una professionalità e una esperienza come quella del sovrintendente Paolucci. Purtroppo, però, Rutelli mi ha fatto quasi subito sapere che nelle pieghe del decreto Bersani ora in fase di conversione in legge alla Camera è contenuta una norma che rende impossibile la proroga non solo per Paolucci, ma per chiunque si trovi nella sua stessa posizione all'interno del Ministero». Insomma, un problema che non è ad personam, ma legato alle decisioni di tagliare le spese recentemente assunte dal governo Prodi. «Ho preso atto di quello che mi ha detto il ministro spiega il sindaco e mi auguro che il suo doppio incarico sia effettivamente affidato a Cristina Acidini Luchinat, come del resto da lui stesso a suo tempo indicato, ma è altrettanto chiaro per me che non posso considerare Paolucci 'in pensione' rispetto alla città di Firenze. Al contrario mi farò da subito interprete di proposte per progetti, iniziative collaborazioni, qualunque cosa possa ancora valorizzare l'apporto di Paolucci alla cultura fiorentina e non solo». E a questo proposito Domenici ha ricordato che, appena eletto sindaco nel '99 «la prima iniziativa che ho preso è stata quella di chiedere a Paolucci di assumere la delega di assessore alla cultura e vicesindaco». Intanto il soprintendente è entrato a far parte del comitato scientifico della Fondazione Palazzo Strozzi. «Ma questo sottolinea ancora Domenici è davvero solo uno degli apporti che l'ex ministro alla cultura Paolucci, può dare alla città. Le sue attività, anche a livello internazionale sono tali che valuteremo la sua attuale disponibilità a fare politica amministrativa attiva. La proroga al 30 settembre ci consente di valutare tutto con maggiore calma e di impostare insieme il suo impegno a cui Firenze non può e non vuole rinunciare. Anche il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini, si era rivolto al ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, affinché considerasse l'opportunità di prolungare, «per qualche tempo ancora, all'ex ministro dei beni culturali Antonio Paolucci, soprintendente al polo museale fiorentino e direttore regionale dei musei, da agosto in pensione, i suoi incarichi». Paolucci, ex ministro dei beni culturali, collocato in pensione da agosto come soprintendente del polo museale fiorentino, secondo Nencini «potrebbe ancora servire la Toscana e Firenze per qualche tempo ancora, con il prestigio e la competenza che gli sono state sempre e unanimemente riconosciute».
Paolucci resta al suo posto
Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha espresso la speranza che il doppio incarico di Antonio Paolucci, soprintendente regionale e responsabile del polo museale, possa essere prorogato al 30 settembre. Domenici ha chiesto al Ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, di prorogare il termine di Paolucci, ma Rutelli ha spiegato che la norma del decreto Bersani rende impossibile la proroga per tutti gli addetti ai suoi incarichi. Il sindaco ha affermato che non può considerare Paolucci 'in pensione' rispetto alla città di Firenze e che si farà da subito interprete di proposte per progetti e iniziative che possano valorizzare l'apporto di Paolucci alla cultura fiorentina.
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