- BOLOGNA - «L'ALLARME DEL MINISTRO dei Beni Culturali, Francesco Rutelli, sulla caduta dell'attrattività turistica italiana è giusto: almeno ci si sta rendendo conto dei tanti errori commessi finora». Lanfranco Massari, (nella foto) presidente regionale e nazionale di Federcultura-Turismo della Confcooperative individua il peccato originale nel non aver mai compreso fino in fondo che il turismo è un'industria e va considerato come tale. «Pensi - sottolinea - che per decenni il ministero che si occupava di turismo era quello dello spettacolo». Massari, un bilancio sul nostro turismo... «Non va male, ma ci sono criticità e ritardi. Con interventi mirati si potrebbe rilanciare la nostra industria dell'ospitalità». A cominciare da dove? «Dal ripensamento del ruolo della Regione. Mi sembra di buon auspicio che la Regione abbia istituito il tavolo sul turismo che, per come è stato impostato, sembra una buona intuizione. Speriamo che non si perdano di vista gli obiettivi di fondo». E quali sono? «Vedo tre esigenze precise, l'innovazione del prodotto turistico, la qualificazione del sistema imprenditoriale e il sostegno della domanda». Cosa intende con innovazione? «Bisogna puntare sull'integrazione tra sistemi locali, con pacchetti vacanze che mettano insieme le cose migliori del territorio». Non ci sono esperienze simili in Emilia Romagna? «La legge prevede l'attività degli 'Stl', Sistemi turistici locali, in pratica accordi tra privati ed enti locali, ma da noi non sono mai stati attuati. Al contrario, in Trentino Alto Adige funzionano con grandi risultati e si tratta in gran parte di progetti in forma cooperativa». La Regione punta sulle Unioni di prodotto... «Sono importanti e utili, non c'è dubbio, ma non bastano più. Oggi non si compete con sistemi di imprese, ma con sistemi territoriali». E la qualificazione del sistema imprenditoriale? «L'offerta è polverizzata, dobbiamo sforzarci per far crescere le imprese con forme di integrazione gli operatori. I quali devono ritrovare fiducia in se stessi e neUe capacità di fare sistema». E il ruolo della cooperazione? «Può essere forte. Come nell'agricoltura, la cooperazione può aggregare albergatori, bagnini, ristoratori, guide turistiche, servizi alla persona e aggiungere valore a tutta la filiera».