Oggi il ministro Rutelli presenta il piano d'interventi per la valorizzazione del Vittoriano C'È VOLUTA la macchina da presa di Peter Greenway per svelare, attraverso Il ventre dell'architetto del 1987, la bellezza postmoderna del Vittoriano. Per molti anni il monumento a Vittorio Emanuele di Savoia, ma soprattutto a tutti i soldati italiani morti in guerra, è stato un grande sconosciuto. Un invadente, inaccessibile, gigante affacciato su piazza Venezia. Da alcuni anni. Però, l'Altare della Patria ha aperto però le sue molteplici sale a numerose e fortunate mostre d'arte. E ha riscoperto la funzione di belvedere sulla Città Eterna, oltreché sull'architettura stessa dell'edificio costruito, su progetto di Sacconi, tra 1885 e 1911. Ora però il colosso di calcare bianco ha bisogno di cure e di messa in sicurezza degli impianti. Gli interventi, annunciati il 20 luglio su queste pagine dal soprintendente per i Beni architettonici e per il paesaggio di Roma, Maurizio Galletti, saranno spiegati stamattina dal ministro ai Beni e alle attività culturali, Francesco Rutelli. L'ex sindaco di Roma salirà sulla terrazza delle Quadrighe le mastodontiche sculture fuse nel 1927 da Carlo Fontana e Cosimo Bartolini che portarono il monumento al Milite ignoto a 81 metri d'altezza e illustrerà il "Progetto di restauro e valorizzazione del Vittoriano ".